“UN SECOLO DI STORIA DAVANTI A NOI” 97ma Giornata per l’Università Cattolica - di Maria Carmela Ferrigno

97a Giornata per l’Università Cattolica

 

“UN SECOLO DI STORIA DAVANTI A NOI”

 

La Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, come sempre promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell’Ateneo, voluta da Armida Barelli, avrà come tema la frase, logo del centenario, che mi è sembrato opportuno riproporre anche come titolo di questa riflessione in occasione dell’annuale celebrazione che si svolgerà domenica 18 aprile.

E’ un appuntamento che si celebra da 97 anni, tre anni in meno rispetto alla nascita dell’Università, a lungo sognata e desiderata dai cattolici italiani, in modo particolare dal beato Giuseppe Toniolo, figura storica del movimento cattolico italiano, che nel settembre del 1918, sul letto di morte, affidò tale compito a padre Agostino Gemelli e ad Armida Barelli.

Padre Agostino Gemelli raccolse dal Toniolo l’impegno di fondare “una Università dei cattolici italiani” e, insieme a Francesco Olgiati, Ludovico Necchi e soprattutto con iI determinante supporto di Armida Barelli,  creò le condizioni per la nascita del nuovo Ateneo ; superando  lo scetticismo che aleggiava nei  confronti dell’ambizioso progetto, solo tre anni dopo istituì le prime due facoltà -Scienze sociali e Filosofia- dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il 7 dicembre 1921 inaugurò nell’Aula Magna della nuova sede l’Ateneo dei cattolici italiani, che, come affermano i vescovi italiani  nel loro  messaggio per la Giornata universitaria  2021 “rimanevano ancora ai margini della vita sociale e culturale del Paese”.

Armida Barelli fu la tesoriera e fu lei che convinse Pio XI, quel card. Achille Ratti, arcivescovo di Milano che nel 1921 aveva tenuto il discorso per l’inaugurazione dell’Ateneo, a indire, nel 1924 la prima «Giornata universitaria», volta alla raccolta di fondi a sostegno dell’Ateneo dei cattolici italiani.

Senza la determinazione, la dedizione incondizionata, l’azione appassionata di Armida Barelli, per la quale l’unica cassa era la Provvidenza, forse l’Università Cattolica non sarebbe mai decollata; ella seppe creare una rete di rapporti con tutte le realtà del mondo cattolico, confidando sul sostegno economico dei cattolici italiani, ma soprattutto sul Sacro Cuore di Gesù, primo e fondamentale protagonista, a cui, per sua volontà, l’Ateneo fu intitolato.

Fu una sfida straordinaria, ma il sogno di padre Agostino Gemelli e di Armida Barelli, è divenuto realtà; oggi quell’Ateneo, a cento anni dalla fondazione, ha 5 sedi, 12 facoltà e oltre 45 mila studenti, e rappresenta una delle istituzioni accademiche e culturali più importanti non solo a livello nazionale ed europeo ma anche a livello internazionale.

Qualcuno potrebbe chiedersi che senso ha la celebrazione di questa giornata nell’attuale momento storico, fortemente segnato da una pandemia che ha sconvolto il mondo.

La risposta la troviamo nella frase scelta per il logo del centenario; essa è emblematica e, se apparentemente potrebbe apparire conclusiva di un percorso, in realtà segna l’inizio di un nuovo secolo di storia ed esprime un augurio per quel che l’Università potrà realizzare ancora e anche consapevolezza delle responsabilità nuove che si profilano per il futuro, per la svalutazione sociale delle conoscenze e dalle nuove forme di umanesimo, determinate dai cambiamenti del nuovo contesto.

Anche i vescovi italiani nel messaggio sopracitato ci aiutano a comprendere il significato e l’importanza della celebrazione; essi, infatti sottolineano che, proprio in questo tempo, “fare tesoro dell’esperienza passata costituisce la migliore premessa per affrontare il futuro che si presenta incerto e gravido di trasformazioni epocali “ed evidenziano la necessità della formazione di professionisti che “con profonde convinzioni morali e con qualificate competenze scientifiche  possano contribuire a realizzare quello sviluppo sostenibile di cui il nostro paese e l’intera umanità hanno bisogno.

La celebrazione della Giornata Universitaria di questo anno, inoltre, per la felice coincidenza con la beatificazione di Armida Barelli e la ricorrenza dei 100 anni della fondazione dell’Ateneo, rappresenta occasione privilegiata per riflettere prioritariamente sul ruolo svolto dall’Ateneo Cattolico nei 100 anni di storia, relativamente “recente”, se confrontata con quella di alcuni prestigiosi Atenei italiani, ma è una storia ricca di valori e di risultati, vissuta con straordinario  impegno dalla fase iniziale degli anni Venti all’entusiasmo del dopoguerra ,dal radicamento nella realtà italiana negli anni sessanta alla internazionalizzazione  degli anni Duemila.

Questa giornata non vuole essere un momento celebrativo, né intende  proporsi come rievocazione nostalgica di un glorioso passato o limitarsi al compiacimento per il traguardo raggiunto nel corso dei 100, ma vuole essere occasione per prendere atto della sua crescita, per dire grazie per quanto realizzato in tempi difficili, in particolare quelli tra la prima e la seconda guerra mondiale, per trarre insegnamento dal passato, per  riaffermare nel presente, con lo sguardo rivolto alle mutate condizioni, i valori,  gli obiettivi educativi e formativi, la qualità  del servizio per affrontare il futuro che  presenta  scenari impensati ed impensabili  e radicali trasformazioni, partendo dai tradizionali punti di forza, nella consapevolezza che i traguardi conseguiti sono certamente il frutto della qualità dell’offerta formativa, ma anche del legame costitutivo che unisce l’Ateneo alla Chiesa cattolica.

Tale legame, soprattutto in questo particolare momento storico offre all’Ateneo non solo sostegno spirituale, ma preziose indicazioni riguardanti le trasformazioni e i cambiamenti epocali, i bisogni vecchi e nuovi delle persone che la Chiesa nelle sue varie articolazioni percepisce prima delle altre istituzioni; da qui il valore della Giornata per l’Università Cattolica come occasione per avvicinare l’Ateneo a ogni sacerdote e ogni fedele.

Celebrare la giornata dell’Università Cattolica significa anche rinsaldare il profondo legame dell’Ateneo cattolico con la Chiesa, recependo le istanze del Papa riguardo il Patto Educativo globale e il Patto per ripensare l’economia e collaborare per sviluppare una visione antropologica integrale e contrastare la frammentazione e la disgregazione sociale  che, purtroppo, caratterizzano questo nostro tempo a livello individuale, familiare, sociale per essere volano di sviluppo aiutando soprattutto i giovani, che guardano con fiducia i luoghi dell’educazione al sapere e cercano maestri che sappiano aiutarli a maturare dal punto di vista umano, professionale, culturale e spirituale per essere protagonisti del futuro.

Il tempo della pandemia, difficile e angosciante non si è ancora concluso, ma non possiamo certamente chiuderci attendendo che giunga al termine; diventa sempre più necessaria la presenza di Istituzioni quali l’Università Cattolica che, seguendo l’insegnamento illuminato dei fondatori, ancorata al passato, ma radicata nell’oggi della storia, rinnovi l’impegno pedagogico e didattico perché ogni studente possa sviluppare al meglio le sue qualità, mettere a frutto i suoi talenti e  scoprire l’importanza della responsabilità per il servizio del bene comune; continui nel qualificato, impegno  per la ricerca scientifica, che testimoni la visione Cristiana del mondo, della vita, della persona per formare uomini e donne capaci di cogliere le sfide del mutato contesto storico, rifuggendo, come afferma Papa Francesco “La tentazione della rigidità  che nasce dalla paura del cambiamento, e finisce per disseminare di paletti e di ostacoli il terreno del bene comune, facendolo diventare un campo minato di incomunicabilità e di odio”.

Nel corso della pandemia l’Università Cattolica ha dato un esempio luminoso non solo di qualificata competenza professionale, di eccezionale impegno e di puntuale svolgimento del servizio di tutto il personale del Policlinico “A: Gemelli “, di capacità di superare barriere ed ostacoli  ma di straordinaria umanità e di profondo rispetto per la dignità di ogni  persona, senza alcun distinzione, per far trionfare l’amore fraterno la solidarietà umana e cristiana sull’indifferenza testimoniando concretamente i valori  che furono elementi fondanti della sua istituzione.

Il senso della celebrazione di questa giornata mira a richiamare il ruolo e l’importanza dell’Università Cattolica nel terzo millennio, perché prosegua l’affascinante compito di educare e formare le nuove generazioni, promuovendo i valori che furono fondamento della sua Istituzione, sia sempre palestra di sapienza dove il sapere  si trasmette non per finalità esclusivamente accademiche, ma per diventare  ragione di vita, luce nel cammino verso le mete più alte, fonte di scelte coraggiose, auspicando che i cattolici italiani, pur nella mutata realtà, continuino ad amare e sostenere la loro ’Università “affinché come augurato nel 1921 dal card. Achille Ratti, arcivescovo di Milano, poi Pio X, a conclusione del suo discorso per l’inaugurazione della nuova sede essa VIVAT, CRESCAT, FLOREAT.

 

Maria Carmela Ferrigno

Delegata dell’Università Cattolica

Diocesi Locri-Gerace

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