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Incontrare il mondo della sofferenza e delle povertà Il Decreto di indizione della Prima Visita Pastorale di monsignor Francesco Oliva

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 Il  Decreto di indizione della prima visita Pastorale alla Diocesi di S.E. monsignor Francesco Oliva

 

Al popolo di Dio, che è in Locri-Gerace!

Nel sesto anno del mio ministero pastorale, dopo tante visite alle parrocchie in occasione di celebrazioni o avvenimenti particolari, accogliendo la parola del Signore “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”, ho la gioia di annunciare la mia prima Visita pastorale a cominciare dai malati e da quanti sono nel bisogno. E’ una visita speciale, perché rivolta a coloro, che, per le loro condizioni personali e di salute, possono essere solo visitati o perché immobilizzati nelle loro case a causa di una malattia grave o perché, essendo bisognosi, non hanno voce se non quella della comunità parrocchiale. Anche se è insolito pensare ad una visita pastorale ai malati ed agli indigenti, ne sento il bisogno. Incontrare il mondo della sofferenza e delle povertà del territorio diocesano, chiedere a chi soffre l’offerta del proprio sacrificio e della propria sofferenza a favore della nostra Chiesa mi sembra la prima opera pastorale.

Con queste intenzioni, consapevole che la visita agli ammalati mette a contatto con le fragilità, le debolezze e le difficoltà delle nostre famiglie, conoscendo la gravità dei problemi che sta attraversando il mondo della sanità nella nostra Regione e le tante emergenze della nostra comunità,

Dopo aver sentito il Consiglio presbiterale,

INDICO

LA PRIMA VISITA PASTORALE

AL MONDO DELLA SOFFERENZA E DELLE POVERTA’

DELLA DIOCESI DI LOCRI-GERACE.

 

La visita pastorale avrà inizio la I domenica di Avvento (1° dicembre 2019) a cominciare dalla VICARIA SUD, secondo il programma che sarà concordato con i Vicari foranei e presto pubblicato. E si protrarrà per la durata dell’anno liturgico 2019/2020.

Questa Visita pastorale è l’occasione, per affidare la nostra Chiesa a chi vive quotidianamente l’incontro con Gesù attraverso l’esperienza del dolore o si trova in situazioni di bisogno, ma anche per chiedere di pregare per la nostra Chiesa. E’ sentirmi anch’io attratto da Lui: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,35-36). A quanti sono in queste situazioni chiederò di vivere la loro condizione né come prova né come condanna, ma come partecipazione ai patimenti del Signore in attesa della definitiva liberazione.

Immagino sia un tempo di grazia per me anzitutto e per la nostra Chiesa. Visitare gli ammalati e quanti sono nel bisogno, per essere visitati dal Signore. Incontrare loro, per incontrare il Signore. Poter mettere nelle loro mani un’intenzione particolare: pregare per i sacerdoti, per la pace nella nostra Chiesa, e soprattutto per le vocazioni sacerdotali e religiose.

Affido al Direttore dell’ufficio di pastorale sanitaria ed al Direttore della Caritas diocesana l’incarico di voler predisporre quanto necessario per gli incontri di preghiera, la visita agli ammalati nelle case e nelle strutture sanitarie, gli incontri con le Caritas parrocchiali e le associazioni di volontariato e con quanti operano nei servizi sociali. Nella Visita mi avvarrò della collaborazione dei Vicari foranei per la vicaria di competenza, del Coordinatore della pastorale integrata, dei diaconi e degli operatori di curia, laddove sia necessario nell’organizzazione di aspetti concreti e per altri adempimenti specifici.

Chiedo ai presbiteri, ai consacrati ed alle consacrate, ai diaconi, ai ministri straordinari della Santa Comunione, ai fedeli laici, di collaborare nello svolgimento della Visita, secondo le possibilità di ciascuno. Mi aspetto da tutti l’accompagnamento nella preghiera.

Affido alla Beata Vergine Maria, salute degli infermi, ogni incontro, ogni condivisione, ogni stretta di mano, ogni lacrima, perché portino beneficio alla nostra Chiesa.

Il Signore benedica tutti, soprattutto i malati, i fratelli e le sorelle con disabilità, quanti cercano pane e futuro. Ci conceda in abbondanza il dono del Suo Spirito, perché possiamo incontrare nel malato, nel povero, nell’emarginato il volto sofferente del Signore Gesù.

La gioia di essere testimoni credibili del Vangelo sia la nostra forza. Amen.

 Mons. Francesco Oliva

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Fa’ ch’io sia strumento nelle tue mani Preghiera di ringraziamento di monsignor Oliva per i sui tre anni di ministero episcopale e per l'ordinazione di tre nuovi sacerdoti nella Chiesa di Locri-Gerace

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Grazie, Signore, per il dono del servizio in questa terra che scopro giorno dopo giorno sempre interessante e bella. Grazie per i volti che mi hai fatto incontrare, fedeli ferventi che gremiscono le nostre belle chiese. Grazie per le fatiche che mi hai regalato, per i sacerdoti che mi hai posto accanto come primi fedeli cooperatori. Grazie per gli uomini e donne che cercano Dio oltre la soglia delle nostre chiese in attesa di incontrare la luce. Grazie per le testimonianze belle che mi hanno reso quanti hanno abbracciato la loro sofferenza con dignità e fermezza nella fede, la testimonianza degli ammalati dell’ospedale qui vicino e dei medici ed infermieri che in condizioni spesso di gravissimo disagio, superando ogni stanchezza, portano avanti il loro servizio con impegno e fedeltà. Grazie per i fratelli ospiti della vicina casa circondariale di Locri e che mi hanno mostrato attenzione ed affetto, ma grazie anche per quanti sono a loro servizio.
Grazie, Signore, di avermi messo davanti i miei errori e le mie povertà. Grazie per tutte le volte che mi hai fatto scoprire che dovevo amare di più e giudicare di meno, che dovevo guardare di più gli altri e meno me stesso. Grazie, perchè sempre mi hai rialzato, quando sono caduto ed hai accresciuto la consapevolezza dei miei limiti. Grazie, per quanto non ho fatto ed hai fatto Tu al mio posto, per il tuo amore in tutte le ore, lungo ogni sentiero dove mi hai condotto. Ed io ho sentito che Tu mi eri vicino. Eri lì dove non pensavo. Ho sentito la tua voce quando intorno il deserto mi portava a temere. Quando la mia voce, la nostra voce, la voce della chiesa non arrivava alle periferie e attorno prevalevano progetti di male, di odio e di morte, quando il grido del povero non trovava ascolto ed i miei percorsi non erano i tuoi.
A te offro, Signore, i giorni e le ore, le ansie e le fatiche mie e dei confratelli, che nel silenzio affrontano le difficoltà e le povertà umane di fronte ad una missione spesso troppo impegnativa. Mi hai fatto sentire la tua voce, come hai fatto con Geremia: “Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti. Ti dò autorità sopra le nazioni e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare”. Fa’, o Signore, ch’io sia – con tutti coloro che hai scelto come tuoi sacerdoti – strumento nelle tue mani “per edificare e piantare”, ma anche per alleviare la sofferenza del popolo che mi hai affidato e portare gioia e speranza. A te Signore affido Antonio, Gianluca e Lorenzo, che mettono nelle tue mani la loro vita. Rendila un’offerta a Te gradita. Dona loro di esprimersi con umiltà, con fedeltà e coerenza, per essere strumenti gioiosi nelle tue mani, senza mai risparmiarsi per il bene dei fratelli.
Maria, la madre di Gesù e nostra, diventi compagna di viaggio e nostra guida. Amen!

Francesco Oliva, Vescovo

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

No ai licenziamenti! Il vescovo a fianco dei dipendenti del Call&Call Lokroi

Esprimo tutta la mia solidarietà a Voi dipendenti della Call&Call Lokroi in Locri (Rc). Siete un gruppo numeroso e compatto, che in questo momento deve dimostrare ancora più coesione. Non si tratta solo di difendere il proprio posto di lavoro, ma di far sentire la vostra voce di fronte a tutta la comunità. Non è possibile giocare sulla pelle degli operai e delle loro famiglie cancellando dall’oggi al domani ben 130 posti di lavoro che danno pane a 130 famiglie. Sarebbe un sacrificio enorme ed insopportabile per un’area depressa come la nostra e che si rifletterebbe gravemente sulle corrispondenti famiglie domiciliate in un territorio socialmente ed economicamente molto debole.

  1. Non si tratta di una “normale” decisione aziendale. Anche senza volere entrare nel merito della decisione, mi permetto far rilevare che il lavoro, proprio perchè è un diritto per tutti, dev’essere equamente distribuito in tutte le aree del paese, se non si vogliono creare ampie zone di emarginazione e di scarto sociale. Mi spiace dire questo.
  2. Non è possibilmente né accettabile che una delle poche aziende, l’unica realtà privata di dimensioni consistenti che ha deciso di investire a Locri da oltre 12 anni, la COO&HR Call&Call Holding S.p.A. con sede in v. Cesare Cantù, 11 – 20092 Cinisello Balsamo (MI), in seguito alla decisione della ENGIE ITALIA di ritirare le proprie commesse, possa essere depotenziata con gravissimi danni su tutto il territorio. L’azienda, che nel 2017 conta 361 risorse operative e circa 15 risorse di staff regolarmente assunte ed allocate sulle due commesse attualmente attive (ENEL 231; ENGIE 130), venendo a perdere le commesse della ENGIE che ha deciso di uscire dalla sede di Locri per motivi organizzativi interni ed ha posto come condizione a Call&Call di trasferire l’attività a Casarano, sede pugliese del Gruppo Call&Call, di fatto avviando la procedura per riduzione di personale ex. art. 24 e 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223, mette in ginocchio la stabilità economica e la pace di altrettante famiglie che vi lavorano.
  3. Dopo l’uscita negli ultimi due anni di ing-bankspa e di Rcs mediagroup, l’attività aziendale viene così gravemente depotenziata con gravissime conseguenze sul piano sociale ed economico per tutto il comprensorio locrese.
  4. Come vescovo di questa piccola diocesi del Sud Italia sono preoccupato per il futuro di tante famiglie. In questa area del profondo Sud non solo non sorgono nuove aziende, ma le poche operative vengono ridimensionate o chiuse. E, mentre a Roma si discute di politica, la crisi lavorativa qui si aggrava e cadono le ultime speranze delle famiglie. Come vescovo pastore in questo territorio colgo il quotidiano grido di dolore della gente, alla quale non resta che emigrare altrove in cerca di un posto di lavoro.
  5. CHIEDO AI POLITICI DEL TERRITORIO DI FAR QUADRATO E DI METTERSI AD UN TAVOLO DI LAVORO PER STUDIARE LE MODALITA’ CINCRETE PER EVITARE LE GRAVISSIME CONSEGUENZE DI UN LICENSIAMENTO IN MASSA CHE METTEREBBE IN GINOCCHIO L’ECONONOMIA DI QUESTO TERRITORIO.
  6. FACCIO APPELLO A TUTTE LE società operanti con il telemarketing DI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LA POSSIBILITA’ DI OFFRIRE NUOVE COMMESSE ALLA COO&HR Call&Call Holding S.p.A OPERANTE IN LOCRI, PER ATTENUARE LE CONSEGUENZE DEL DISSANGUAMENTO SOCIALE ED ECONOMICO CHE UN LICENZIAMENTO IN MASSA COME QUESTO PROSPETTATO CREEREBBE PER TUTTO IL COMPRENSORIO.
  7. FACCIO ALTRESI APPELLO A TUTTE LE FORSE SOCIALI ED ECONOMICHE SANE A CHE PRENDANO IN CONSIDERAZIONE LA POSSIBILITA DI APRIRE NUOVE ATTIVITA’ ECONOMICHE IN QUESTA AREA DEL SUD PER EVITARE CHE SIA AGGRAVATA LA SITUAZIONE DI TUTTO IL TERRITORIO.
  8. SENTO DI ESPRIMERE IL MASSIMO DELLA CONSIDERAZIONE E DEL RISPETTO VERSO QUANTI imprenditori e managerS DELLA FINANZA E DELL’ECONOMIA VALUTANO LA CONCRETA POSSIBILITA’ DI INVESTIRE RISORSE IN QUESTO TERRITORIO, già molto depresso. Sarebbe un segno di riscatto per questa terra che troppo spesso è vittima delle proposte allettanti provenienti DALLA MALAVITA ORGANIZZATA, che toglie dignità e speranza.
  9. PER QUANTO MI RIGUARDA SEGUIRO’ CON ATTENZIONE LA VICENDA CHE MI AUGURO POSSA TROVARE SOLUZIONE. SPERO CHE LE FORZE POLITICHE DEL TERRITORIO PRESTINO PIU’ ATTENZIONE AD UN’ EQUA DISTRIBUZIONE DELLE OPPORTUNITA’ DI LAVORO, PER NON ACCRESCERE LE SITUAZIONI DI DISCRIMINAZIONE E DI DISUGUAGLIANZA SOCIALE.

Francesco Oliva, Vescovo

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Lavoro: la sfida del presente Messaggio del vescovo di Locri-Gerace per la festa del Primo Maggio

 

Il primo maggio festa del lavoro si direbbe una celebrazione del passato, quando si difendevano i diritti dei lavoratori. Ora che il lavoro sembra essere un diritto negato, privilegio di pochi, la giornata del 1° maggio può essere l’occasione giusta per gridare a tutti che non c’è vivere sociale se questo diritto non viene equamente riconosciuto e se ad ogni famiglia non viene affermato il sacrosanto diritto a vivere con dignità la propria vita.

Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale” sarà il tema del 1° maggio. Una giornata che non può esaurirsi in manifestazioni di piazza, ma deve essere un tempo opportuno per dar voce ai disoccupati ed ai senza lavoro o mal pagati, a chi non ha che strascichi di lavoro in nero. Un grido che deve scuotere il palazzo chiuso in una litigiosità senza tregua, dove non entra per nulla il lamento delle famiglie, mentre ancora tanta gente s’illude di trovare le facili “scorciatoie” del gioco d’azzardo, nell’abbaglio di risolvere in tal modo la propria crisi ed i propri problemi economici.

La nostra chiesa locale non può chiudere gli occhi di fronte a questi problemi. Provocare una riflessione generale e condivisa su giovani e lavoro è ben poco, ma importante in questa terra che ha il record della disoccupazione giovanile attestata intorno al 58,7%. “Senza lavoro non c’è dignità personale, non c’è sicurezza sociale, non c’è possibilità di fare famiglia, non c’è futuro”, afferma il Card. Bagnasco.

Desidero parteciparvi, in modo da pensare a come prepararci, che in vista della prossima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia di Cagliari (26-29 ottobre 2017) l’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro organizza una due giorni sul tema “LO STATO SIAMO NOI. Comunità locali e responsabilità sociale”, dal pomeriggio del 23 al 24 giugno prossimi nel Centro Pastorale di Locri. Il titolo è frutto di una scelta ben precisa di rilancio di uno dei pilastri della Dottrina Sociale della Chiesa, qual è il principio di sussidiarietà. La scelta scaturisce dalla considerazione che il concetto di Stato diffuso nei nostri territori è quello di un’entità astratta, che dall’alto verso il basso legittima le comunità locali e dovrebbe provvedere ad ogni bisogno. La Dottrina Sociale della Chiesa parla invece di uno Stato che sta in basso, costituito dalla collettività, che dal basso verso l’alto esprime e legittima rappresentanze politiche e istituzioni, e che soprattutto “fa e decide” tutto ciò che è possibile “fare e decidere” in basso. Da “Stato” le comunità locali si assumono la corresponsabilità del proprio futuro, non stanno ad attendere soluzioni dall’alto e rifiutano di essere ingranaggio passivo di una logica assistenzialistica. L’incontro, che vedrà l’intervento dell’economista
e di Suor Alessandra Smerilli (Docente della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» di Roma), sarà occasione di ascolto, studio, testimonianza di come è possibile, attraverso la partecipazione, vivere in maniera più consapevole e responsabile la nostra cittadinanza, il nostro essere Stato, con sano protagonismo, responsabilità e solidarietà, anche per quanto attiene alle sfide del futuro della Locride e della Calabria.

Nell’augurare un primo maggio di pace e d’impegno pastorale, chiedo al Signore una speciale benedizione per l’intercessione di san Giuseppe lavoratore.

Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.