Sulla possibilità di celebrare le Esequie ai defunti morti a causa del Covid-19 Nota Vescovile

Reverendissimi Sacerdoti,

questa ora difficile ci ha messo a contatto con una realtà che mai avremmo immaginato solo poco tempo fa. Scorrono davanti a me i vostri volti rattristati davanti alla sofferenza di fedeli parrocchiani che avreste voluto omaggiare di un saluto e di momenti di preghiera più partecipati, ma tutto si è dovuto svolgere nel silenzio e nella preghiera di pochi intimi. A seguito di numerose richieste da parte di familiari di poter celebrare decorosamente e nella forma tradizionale, cioè con la messa esequiale, i funerali di parenti vittime del Covid-19, onde evitare comportamenti diversificati, incomprensibili a tanti, affido alla vostra attenzione alcuni chiarimenti sulla celebrazione in chiesa delle esequie di persone morte a seguito di complicanza da coronavirus.
Le ultime disposizioni in materia non hanno previsto restrizioni riguardo alla celebrazione in chiesa dei funerali di morti di COVID-19. Pertanto, ad oggi tutto resta invariato. Le esequie in chiesa sono permesse, purché si svolgano nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni e nel rispetto dei provvedimenti restrittivi che i Sindaci, quali ufficiali del Governo, adottano in relazione a specifiche situazioni di emergenza sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario. Pertanto, sempre d’intesa con le autorità locali e tenendo conto di eventuali difficoltà o richieste da parte dei familiari, i funerali delle vittime di Covid-19 si svolgano normalmente in chiesa con la messa esequiale.
L’Ufficio giuridico della CEI lo ha confermato di recente (VEDI ALLEGATO 1), ribadendo che il D.P.C.M. del 3 novembre scorso non ha portato alcuna innovazione in materia di partecipazione alle celebrazioni religiose, incluse le cerimonie funebri in chiesa, che, pertanto, sono ammesse e restano regolate da quanto disposto nel Protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana il 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico.
Con la presente lettera vorrei raccomandare di attenersi alle norme in vigore e consentire la partecipazione dei fedeli alle esequie in chiesa nel rispetto delle norme anti-Covid, interagendo con le famiglie in modo da programmare le celebrazioni, evitando gli assembramenti e tenendo presente la limitata capienza dei luoghi di culto. Ogni parrocchia ha dovuto determinare e comunicare ufficialmente la capienza massima delle proprie chiese, per assicurare il rispetto della distanza di sicurezza nelle celebrazioni, inclusi i funerali. Spetta al parroco stabilire come intende gestire tale condizione. È giusto che un certo numero di posti sia riservato ai parenti stretti; il resto rimarrà di
libero accesso, ma occorre non superare mai la soglia della capienza massima. Come ormai già si fa, va predisposto un controllo all’entrata che si incarichi di disporre le persone secondo l’ordine ed il numero dei posti stabilito. Le persone che non riescono ad entrare, inoltre, non dovrebbero sostare sul sagrato della chiesa.
Con Ordinanza del Ministro della Salute del 29 gennaio u.s., la Regione Calabria, a decorrere da lunedì 01 febbraio 2021, è stata inserita nello scenario di rischio moderato-giallo. Quanto alle conseguenze sulle nostre attività, fate riferimento alla NOTA dell’Ufficio amministrativo in ALLEGATO 2 (ALLEGATO 2_SINTESI ATTIVITA’ PASTORALI CONSENTITE)
Raccomando di sensibilizzare i fedeli a porre la massima responsabilità per non esporre se  stessi e altri a eventuali contagi, colgo l’occasione per salutarvi e per augurarvi un buon cammino pastorale, sempre sostenuti dalla grazia e benedizione del Signore.

✠ Francesco Oliva

ALLEGATO 1
L’articolo 1, comma 10, lettera p) dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM, che si allega) del 14 gennaio 2021 stabilisce che “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.
La successiva lettera q) dello stesso comma stabilisce che “le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni religiose di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, a 7”.
Il punto 3.8 dell’allegato 1 (Protocollo CEI – Governo del 7 maggio 2020) al DPCM del 14 gennaio 2021, recante il Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo, stabilisce che “Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie.”
Pare utile evidenziare che le richiamate disposizioni non innovano la disciplina stabilita dai precedenti DPCM del 2020 del 3 dicembre, del 3 novembre, del 24, 18 e 13 ottobre, che non prevede restrizioni riguardo la celebrazione in chiesa dei funerali di morti di COVID-19, e, pertanto, ad oggi tutto resta invariato salvo la necessità nelle zone rosse di compilare l’autocertificazione per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto. E tale disciplina si applica a tutto il territorio nazionale.
Riguardo il numero di partecipanti alle cerimonie funebri in chiesa esso resta condizionato dalla capienza del luogo di culto, assicurata la distanza interpersonale di un metro. La gestione degli accessi, l’organizzazione degli spazi, le norme di comportamento dei fedeli e dei celebranti, regolate nel richiamato Protocollo, restano invariate anche dopo l’entrata in vigore del DPCM del 14 gennaio 2021.

 

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