Sui poveri non ci è dato di
dividerci
La rubrica "Frammenti di speranza" curata dal vescovo Francesco Oliva per Pandocheion-Casa che accoglie. La riflessione pubblicata sul numero di gennaio.

Sui poveri non ci è dato di dividerci

 

 

 

Il cardinale Bassetti, nell’introdurre i lavori dell’ultimo Consiglio Episcopale Permanente, ha espresso parole di ringraziamento nei confronti della comunità di Torre Melissa, un paese vicino a Crotone, dove la gente nei giorni scorsi si è mobilitata per salvare una barca piena di stranieri, che rischiava di ribaltarsi e fare naufragio. Vi ha colto un messaggio di “solidarietà corale”. Di quella “solidarietà corale”, di cui ha bisogno anche la nostra Locride, ove l’emergenza sanità si accompagna ad altre non meno gravi. Penso alla mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, ai problemi ambientali, alla denatalità, all’ordine pubblico, alle disfunzioni nei servizi sociali essenziali. Una “solidarietà corale”, che invoca unità politica ed amministrativa sui veri problemi della comunità, quell’unità che si realizza sui valori della Costituzione (dignità, uguaglianza, giustizia, lavoro, famiglia, sanità, ambiente), e che rende la politica “la forma più alta della carità” (San Paolo VI). C’è chi all’interno del mondo cattolico pensa al ritorno all’unità politica dei cattolici. Cosa conveniente se è un invito rivolto a recuperare unità intorno a quel nucleo di valori che costituisce il cuore della dottrina sociale della Chiesa e ad operare coerentemente con essi. Ma sarebbe fuorviante se, nell’ottica del passato, si volesse ritornare a riproporre vecchie logiche di partito. Oggi c’è bisogno piuttosto di recuperare l’entusiasmo di fare rete e di creare relazioni di dialogo e di collaborazione tra quanti, stanchi della politica fatta di inciuci ed intrighi di partito, sognano i valori alti della “solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2 Costituzione Italiana) e sentono forte l’impegno personale a rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che “limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3 della stessa Costituzione).

Sui poveri non ci è dato di dividerci”. Lo afferma con grande acutezza e profondità di pensiero lo stesso cardinale Bassetti, che offre l’indicazione di un percorso che vale per i poveri, ma che può avere più ampia applicazione. Può valere come invito a lavorare insieme per l’unità del Paese, a convergere e fare rete sui problemi più urgenti, a condividere esperienza e innovazione “senza cercare interessi di bottega”. Sui bisogni e sulle emergenze non ci è dato dividerci. Una politica che si divide su di essi non è la politica che fa l’interesse del paese. Il vero politico s’impegna a dare voce a chi non ha voce, a camminare tra la gente, a non cercare potere o affari attraverso il consenso ricevuto, a farsi “popolare”, per ascoltare il grido di bisogno delle fasce sociali più deboli. Fa della politica una palestra di umanità, un osservatorio intelligente, dal quale si tengono sotto controllo fenomeni, che vanno a discapito del bene comune. Un osservatorio dal quale si colgono ed affrontano le situazioni di disagio, di sofferenza, d’ingiustizia e di povertà. E’ questo il compito di ogni politico ed, in particolare, del cattolico. Al cattolico impegnato in politica, in nome dei valori in cui crede, è chiesto di essere costruttore di unità e di più ampie convergenze sui problemi della comunità. Egli, però, deve stare lontano da una politica litigiosa, fonte di divisioni e contrapposizioni, non cadere in sterili polemiche, in una dialettica astratta a spese del cittadino, che punta il dito contro un’altra parte, che non favorisce strategie di dialogo e d’incontro, che crea pericolose tensioni e distrae dai veri problemi. E’ questa purtroppo la mala politica, cinica e spietata, che fa spettacolo in tante piazze, che non guarda in faccia ai gravi problemi della nostra società, che divide gli animi ed allontana, soprattutto i più giovani, dalla partecipazione sociale e civile.

Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace

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