Signore, donaci di guardare con fiducia e speranza il tempo futuro TE DEUM Cattedrale di Locri - Santa Messa di fine anno – 31 dicembre 2022 - le parole di S.E. monsignor Francesco Oliva

TE DEUM

Cattedrale di Locri – Santa Messa di fine anno – 31 dicembre 2022

 

TE DEUM. Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

Elevo questo inno di ringraziamento al Signore insieme a tutti voi fedeli di questa comunità parrocchiale e di tutte le comunità parrocchiali della diocesi, dei movimenti, dei gruppi, delle associazioni, di ogni realtà pastorale. Unitamente ai sacerdoti, ai diaconi ed a tutti gli operatori pastorali.

Cantiamo il TE DEUM in questo ultimo dell’anno, che ci consegna la triste notizia della morte di papa Benedetto XVI. Un evento che, se da una parte ci rattrista tanto, dall’altra ci dà tantissime ragioni per dire grazie a Dio per quello che ci ha donato attraverso questo grande papa Benedetto con la sua lunga e bella testimonianza di vita evangelica. Ha saputo darci un esempio di vero amore alla chiesa. Non solo con un gesto di grande umiltà con il quale ha rassegnato le redini della barca di Pietro, quando le forze venivano meno, ma continuando a servire la chiesa con la preghiera, nel silenzio del monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.

Come possiamo dimenticare – per ricordare un momento del suo pontificato – l’attualità delle sue parole dell’omelia d’inizio del suo ministero:

Quanto ci siamo sentiti abbandonati dopo la dipartita di Giovanni Paolo II! Il Papa che per ben 26 anni è stato nostro pastore e guida nel cammino attraverso questo tempo. Egli varcava la soglia verso l’altra vita – entrando nel mistero di Dio. Ma non compiva questo passo da solo. Chi crede, non è mai solo – non lo è nella vita e neanche nella morte. …. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta.

….. Sì, la Chiesa è viva – questa è la meravigliosa esperienza di questi giorni. Proprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa questo si è manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. La Chiesa è viva e noi lo vediamo: noi sperimentiamo la gioia che il Risorto ha promesso ai suoi. La Chiesa è viva – essa è viva, perché Cristo è vivo, perché egli è veramente risorto. … “

Ed aggiungeva: “Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui … cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia”.

Grazie, papa emerito Benedetto XVI!

Sì, è il Signore che guida la Chiesa. E’ Lui nostro compagno di viaggio. Ha assunto la nostra carne mortale per essere sempre con noi, in tutti momenti della nostra storia.  Con Lui non abbiamo nulla da temere.

TE DEUM. Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

Ringrazio il Signore alla fine di un anno che ci ha dispensato tante grazie, momenti di incontro, di preghiera e di condivisione, anche se ci ha messo di fronte tante difficoltà.

È stato un anno di grazia per me vescovo che con la Visita pastorale ho avuto la possibilità di incontrare tante comunità, fedeli, istituzioni, ammalati, associazioni. Ringrazio il mondo della scuola: studenti, dirigenti scolastici, docenti, operatori tutti. Ringrazio le aziende ed imprese del nostro territorio, che danno pane, lavoro. Non posso che dire a tutti: grazie! Continuerò – con l’aiuto di Dio – la visita pastorale, dalla quale sto ricevendo solo bene!

Ma non è stato un anno facile. Non ci sono anni facili.

Il contagio da covid non si è ancora fermato. Esso “ci ha fatto piombare nel cuore della notte, destabilizzando la nostra vita ordinaria, mettendo a soqquadro i nostri piani e le nostre abitudini, ribaltando l’apparente tranquillità anche delle società più privilegiate, generando disorientamento e sofferenza, causando la morte di tanti nostri fratelli e sorelle” (Messaggio pace 2023).

Ringrazio tutti gli operatori medico-sanitari del territorio per quanto stanno facendo pur fra tante difficoltà nella cura dei malati.

Continuano ad affluire sulle nostre coste tanti immigrati. La guerra, le miserie, le povertà dividono il mondo in ricchi epuloni e poveri, in gente che spreca risorse e in gente che rischia la vita nei viaggi della speranza.

Il 2022 si è aperto con una guerra incredibile, che dal 24 febbraio continua a provocare morte e distruzione in Ucraina.

Il mio grazie va a tutta la comunità diocesana, ai sacerdoti, ai diaconi, alle Caritas parrocchiali per la loro generosità nell’accogliere i tanti profughi ucraini ed immigrati provenienti via mare. Grazie agli amministratori della Locride che hanno fatto di tutto per accogliere gli immigrati che approdano numerosi sulle nostre coste. Il porto di Roccella con i suoi marinai, forze dell’ordine, amministratori merita il PREMIO NOBEL PER LA PACE! Grazie a tutte le autorità civili e militari che con impegno e senza risparmio si prodigano ogni giorno nell’accoglienza. Questo è il volto bello della Locride!

Continuiamo a pregare e ad invocare la pace!

TE DEUM. Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

Un nuovo anno ci attende. Grazie Signore del tempo che ci dai e delle tante opportunità di bene! Donaci di guardare con fiducia e speranza il tempo futuro. Donaci di continuare il nostro cammino con fede e speranza. Nel nuovo anno continua il nostro cammino sinodale. Sia un camminare insieme con gioia lasciandoci guidare dal Signore.

Francesco Oliva, Vescovo

 

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