Presentato a Gerace il progetto “Estate tra arte e fede” Il saluto del vescovo Francesco Oliva

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Un saluto di benvenuto a sua eccellenza il Prefetto.

E a tutti voi gentili autorità civili e militari,

illustri amici e amanti dell’arte.

 

Il progetto “Estate tra Arte e Fede” risponde al bisogno di bellezza che c’è nel cuore di ciascuno di noi.

Il nostro territorio, che purtroppo nelle cronache di questi giorni appare negativamente per altre ragioni, è  ricco di monumenti storici, soprattutto religiosi,  che esprimono la religiosità del nostro popolo che pur dovendo lottare sempre con le sue povertà e le tante calamità naturali che l’hanno afflitto, è stato sempre sensibile alla bellezza e all’arte.

Le tante opere d’arte di cui è ricco sono la testimonianza di una bellezza tutta da scoprire e da contemplare. Sono testimonianza delle opere belle che l’uomo in questa nostra terra è stato capace di realizzare nel corso dei secoli.  Esse sono piccole ma significative traccia della bellezza “suprema che trova la sua origine e il suo compimento in Dio”  (Papa Francesco I, La mia idea di arte, Mondadori 2015).

Guardando le opere d’arte che nel corso del tempo hanno arricchito questa terra, possiamo  ricuperare quel sussulto di umanità che ci fa essere uomini nuovi. Uomini e donne che sanno vincere la tentazione dell’arroganza e della sopraffazione, del malaffare e della corruzione, uomini e donne capaci di dire no all’illegalità e a tutte quelle forme d’ingiustizia che calpestano la dignità dell’altro ed i suoi diritti fondamentali.

“La bellezza salverà il mondo”. È vero anche per questa terra. Soprattutto se diamo fede a quanto scriveva il sommo poeta Dante “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza”.

L’attenzione all’arte e alla cultura con ogni intervento di restauro e’ tutela di un patrimonio spirituale che appartiene a tutti e di cui tutti devono poter beneficiare. Nostro compito è conservare questo patrimonio, intervenire tempestivamente per tutelarlo di fronte all’incuria del tempo. Sono tante le chiese e i monumenti d’arte e di storia che necessitano di essere restaurati. Come chiesa con i pochi fondi di cui disponiamo c’è la mettiamo tutta, ma non potremo mai rispondere a tutte le emergenze e gli interventi urgenti da effettuare.

La presenza delle illustri Autorità è per  me un segno di attenzione, ma anche l’occasione per volgere un accorato appello: se non possiamo o non abbiamo i mezzi per mettere su nuove opere, chiedo almeno di ultimare le opere già iniziate. Qui anche solo a Gerace ce ne Sono tante. Iniziare un’opera e non portarla a termine è per la nostra gente un segno di disattenzione, per molti anche mancanza di rispetto, che non avvicina alle istituzioni, e che fa sentire questa gente sempre più ai margini e disprezzata. Sono in tanti a  sottolineare la distanza della gente dalle istituzioni. Questo fenomeno si aggrava anche per queste ragioni.

Il mio augurio ed auspicio è che questa II edizione di “estate tra fede ed arte” possa fare da stimolo a scoprire nella via della cultura, dell’arte e della fede un percorso fondamentale di crescita e di sviluppo per questa terra.

Ringrazio quanti hanno lavorato per questo progetto, in particolare l’ufficio beni culturali della diocesi, don Fabrizio Cotardo, don Angelo festa, L’arch. Metastasio, il prof. Giuseppe Mantella ed i suoi collaboratori.

Ringrazio altresì quanti – istituzioni accademiche, illustri docenti, studiosi – interverranno nella realizzazione del progetto.

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