NOTA SU ALCUNE CELEBRAZIONI, SULLA PRIMA COMUNIONE E CRESIMA IN TEMPO DI COVID-19

NOTA

SU ALCUNE CELEBRAZIONI,

SULLA PRIMA COMUNIONE E CRESIMA IN TEMPO DI COVID-19

 

Avendo ricevuto da alcuni sacerdoti delle domande di chiarimento sulle modalità di ammettere ai sacramenti della prima Comunione e della Cresima e sulle celebrazioni in chiesa che richiamano un’ampia partecipazione di fedeli in questo tempo di Covid-19, rispondo con sollecitudine invitando tutti i parroci ad attenersi alle seguenti disposizioni per prevenire il rischio di contagio.

  1. Ogni sacerdote parroco si lasci animare da un vivo senso di responsabilità, invitando i fedeli a vivere questi momenti con maggiore sobrietà e attenzione alle povertà accentuate dalla pandemia, manifestando la solidarietà delle nostre comunità attraverso gesti significativi di carità.
  2. Questo tempo sia vissuto con prudenza e speranza, sapendo della tempesta che stiamo attraversando a causa della pandemia da coronavirus. Occorre lasciarsi guidare dalla virtù della prudenza, di fronte alle migliaia di morti e i milioni di ammalati, alle famiglie in crisi, alle ansie e pure ai riflessi economici e sociali della crisi sanitaria. Estrema prudenza è richiesta sia per una ragione di giustizia, non potendo mettere a rischio la vita e la salute dei fratelli, specialmente quelli più fragili ed esposti, sia per una ragione di carità, essendo il rispetto per l’altro, anzi la custodia dell’altro, una traduzione pratica del comandamento dell’amore.
  3. L’ammissione ai Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima avvenga in piccolissimi gruppi. In ogni caso il numero dei ragazzi non deve superare le 10 unità, prestando sempre attenzione che la presenza dei fedeli in chiesa non superi il numero dei posti consentiti, come comunicato all’ingresso delle singole chiese. Ogni parroco è tenuto a far osservare tale disposizione, rispondendo personalmente in caso di inosservanza.
  4. Non siano consentite manifestazioni, anche solamente all’interno del luogo di culto, quali processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre o di oggetti devozionali, manifestazioni religiose o momenti di preghiera, se non nel rispetto della norma del distanziamento fra le persone attualmente vigente e del numero contingentato di posti.
  5. Particolare prudenza nella celebrazione delle esequie. Anche in tali casi occorre assolutamente evitare che si creino assembramenti dentro e fuori la chiesa. Se in tali occasioni si prevedono possibili assembramenti fuori della chiesa, si avvisino le autorità civili e le forze dell’ordine, chiedendo la loro collaborazione.
  6. In caso dichiarazione di “zona rossa” si tengano presenti le disposizioni civili vigenti.

 

Esorto caldamente a vivere queste disposizioni con atteggiamento intelligente e responsabile, consapevoli della gravità di questa epidemia che rimane pur sempre estremamente pericolosa e temibile. Si tratta di disposizioni dettate in nome della nostra fede nel Dio Padre, Amante della vita, che non può vedere compromessa la salute dei suoi figli.

Dato in Locri, dalla Sede vescovile, addì 16 gennaio 2021

✠ Francesco Oliva

Vescovo di Locri-Gerace

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