Maria: stella del mare, porto della salvezza Festa della Madonna di Portosalvo (Siderno, 8 settembre 2017) Omelia di monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace

 

 

Oggi celebriamo la Madonna di Portosalvo. “Madonna”, in latino “mea domina”, sta per mia signora, mia padrona. Nel Medioevo “mia signora”, era un titolo onorifico dato a donne di elevata condizione sociale. Qui a Siderno riconoscete la Madonna di Portosalvo come vostra padrona assoluta. E’ qui il senso della consegna dei simboli della Città da parte delle Autorità comunali. Alla Madonna di Portosalvo questa Città volge lo sguardo con tanta speranza in cuore.

Maria è la donna che ha la maternità per vocazione. Il Vangelo presenta Maria che riceve il lieto annuncio dell’Angelo. Dio l’ha scelta ad essere madre del suo Figlio, ha guardato a Maria e ha pensata ad una donna tutta santa per il suo Figlio. L’ha creata in tutta la sua bellezza

degna madre del suo Figlio, preservandola sin dal primo momento da ogni macchia di colpa originale.

Maria è la madre, ed in quanto madre è divenuta Madre di Dio. Attraverso di Lei Dio entra nella nostra storia. Sant’Agostino vede la grandezza di Maria soprattutto nel suo essere discepola di Gesù: “Se Maria fu beata per aver concepito il corpo di Cristo, lo fu maggiormente per aver accettato la fede nel Cristo” (De s. virg. 3, 3). La fede è alla base della vita di Maria: il suo rapporto con Dio dà senso a tutta la sua vita. Dalla fede scaturisce la sua maternità. La fede alimenta tutta la sua vita.

Una prima riflessione sulla maternità (di Maria). La maternità è il dono più bello che Dio fa all’umanità. Senza la madre non c’è la vita. Ricordiamolo sempre: la vita è generata da una madre. Chi ama la vita, ama la madre. La maternità è un valore fondamentale: se si relativizza si afferma la cultura della morte. Purtroppo nella nostra società l’essere madre è spesso visto come un ostacolo, un impedimento all’affermazione sociale e professionale. Una società del business e del denaro sottovaluta la maternità. Eppure una società che non tutela la maternità, muore. La maternità salvaguarda il futuro dell’umanità. Darei uno stipendio ad ogni mamma solo per il fatto di essere mamma!

Una second

a riflessione mi piace farla sulla bellezza di Maria nella pietà popolare .

La pietà popolare dà grande attenzione alle immaginette della Madonna che diventano oggetto di devozione. C’è però il pericolo di rendere la devozione un fatto esteriore: l’immagine sacra richiama sempre una realtà spirituale, che sta oltre. Spesso essa viene vista come un amuleto, che assicura protezione. Ma non basta avere con sé il santino, per assicurarsi la protezione di Dio e dei santi. La vera religione non sta nell’essere devoti delle immaginette e dei diversi simboli religiosi, ma nell’amare Dio e il prossimo, nell’avere un cuore puro. Senza una vera adesione a Dio e senza l’osservanza dei suoi comandamenti non c’è vera devozione e religione.

Anche la festa in cui si esprime la pietà popolare è una manifestazione di fede. Lo è veramente per tutti? Guai a ridurre le feste popolari a semplice folklore o a manifestazioni esteriori. Quando consentiamo che elementi folcloristici ed esteriori prevalgono sul senso religioso, ci stiamo lasciando espropriare delle nostre feste.

E quando parlo di senso religioso non mi riferisco solo ai riti liturgici. Penso ad un recupero dei valori della vita, alla conversione interiore, alla crescita nella partecipazione civile e sociale. Penso ad un’opera-segno che lasci traccia nella comunità proprio perché interviene su un bisogno, su una emergenza del territorio. Se una festa non lascia un segno di carit

à e dell’amore di Dio non è cristiana. Spesso la festa religiosa non ha alcun riferimento a Cristo.

Una terza riflessione mi viene dal legame tra il mare e la Madonna di Portosalvo.

Il nome di Maria in ebraico è Miryam, che significa “goccia del mare”, che san Girolamo traduce “Stilla Maris”, trascritto in seguito “Stella Maris”. “Stella Maris” è anche uno dei nomi dell’Orsa Minore o stella Polare. Maria è la stella polare per i naviganti. Lo è per noi naviganti e pellegrini sulla terra.

Il legame di Maria con il mare è grande. Qui a Siderno si porta Maria in processione sul mare: si unisce la sua bellezza alla bellezza del mare, la bellezza di Maria alla bellezza della nostra terra. “Tota pulchra es Maria, et macula originalis non est in Te”. Maria è BELLEZZA, la donna che porta ad amare ciò che è bello. Tutto ciò che è bello ci porta a Lei. Portandola in processione le si vuole far vedere ciò che c’è di bello attorno a noi. E se Maria ci chiedesse di essere portata non per le vie centrali di Siderno, quelle ampie, belle, illimitate da luminarie straordinarie, ma per le vie della periferia? Ci troverebbe lo stesso ordine, la stessa luce, la stessa pulizia? Cosa direbbe la Madonna di Portosalvo dei rifiuti abbandonati dai suoi devoti magari qualche ora prima di venire in chiesa? Chi non ama la natura, e le sue bellezze non è vero devoto di Maria. Mi chiedo quale attenzione abbiamo per l’ambiente e gli spazi verde? Li consideriamo un bene comune? Amiamo il nostro paese ed il suo territorio, sapendo che è un bene comune che ci appartiene. Purtroppo quest’anno – come accade da tempo – abbiamo trascorso un’estate di fuoco. I danni provocati dagli incendi estivi sono stati una catastrofe per la Calabria e per il suo futuro. Questo accade p

erché dimentichiamo che l’ambiente è una ricchezza per tutti. Al contrario, ogni atto distruttivo lo impoverisce terribilmente. Altrettanto lo è il mare per Siderno, un bene grande che va rispettato. Ben venga un lungomare ripristinato nella sua bellezza. Ben venga allora anche il ripristino della diga del Lordo: è un’opportunità che rende più bello l’ambiente e offre, perché no, anche occasione di sviluppo.

Fanno parte della bellezza di una comunità non solo le relazioni con l’ambiente, ma anche e soprattutto le relazioni fra gli uomini: costruire relazioni umane sane e fondate sul rispetto è rendere bello il mondo. Sono l’onestà, la sobrietà del vivere quotidiano e la collaborazione tra i cittadini a rendere bella la città. Mi viene da pensare che il benessere della città di Siderno non sta solo nell’economia del guadagno e degli affari, bensì in un’economia sana ed in un commercio pulito. L’illegalità, l’usura, i commerci illeciti impoveriscono

la comunità. Né si può dire che un’economia illegale favorisca la crescita e lo sviluppo del territorio.

Accogliamo Maria come la stella del mare, il porto della salvezza. Facciamo nostra la preghiera di San Bernardo di Chiaravalle (XII secolo): «Se i venti della tentazione crescono, se sei spinto contro gli scogli delle tribolazioni, guarda alla stella, invoca Maria; se sei sballottato sulle onde di orgoglio, ambizione, invidia, rivalità, guarda alla stella, invoca Maria; quando la rabbia o l’avarizia o il desiderio carnale assalgono violentemente la fragile nave della tua anima, guarda la stella, invoca Maria».

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