Maria è la grande cooperatrice dello Spirito Santo Santuario N. S. dello Scoglio -11 Maggio 2021 - L'Omelia di S.E. monsignor Francesco Oliva

Santuario N. S. dello Scoglio

cofSanta Domenica di Placanica – 11 Maggio 2021

 

La Messa che celebriamo è quella di Maria nel cenacolo, la madre accanto agli apostoli in attesa dello Spirito Santo. Il Vangelo ci riporta nel cenacolo ove Gesù consegna ai suoi discepoli le sue ultime volontà. Rivela loro la necessità della venuta dello Spirito: “Se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito” (Gv 16, 5-11).  Il suo allontanarsi è semplicemente fisico, apparente, ma necessario: va al Padre, per far strada allo Spirito, nostro avvocato e difensore. “E’ necessario che io vada”: è un annuncio che riempie i discepoli di tristezza, mentre li rassicura affermando che non devono turbarsi, perché sarà sempre presente proprio attraverso lo Spirito. Questi diverrà loro compagno di viaggio. In questo contesto appare l’importanza della presenza di Maria, che prepara i discepoli ad accogliere lo Spirito. Lei grazie all’azione dello Spirito unitamente ai discepoli forma la prima comunità cristiana. Sa che senza lo Spirito non c’è chiesa, non è la comunità voluta da Gesù, non c’è comunione né pace. Senza lo Spirito ognuno va dove vuole e fa quel che vuole, il Vangelo diventa opinabile, si pensa di vivere senza Dio, che non è più necessario per tutti. L’amore viene scambiato per egoismo. Al posto della carità subentra la ricerca del proprio interesse. Lo Spirito invece guida il cammino dei discepoli, li aiuta a cogliere la presenza del Figlio nel mondo e ad amare come egli ha amato, mostra che senza Maria si disperdono, non comprendono il linguaggio della carità, non vanno avanti, si inceppano in un perbenismo sterile ed egoista. Lo Spirito rende Maria vicina ad ogni uomo. Lo Spirito rende possibile incontrare Maria: Egli trasforma la vicinanza di Maria in fuoco di carità. Lasciandoci condurre dallo Spirito sapremo cogliere la presenza di Dio nel mondo, gustare la bellezza del volto di quella donna tutta bella che Dio ha voluto per il suo Figlio. Senza lo Spirito, tutto è inganno, allucinazione, apparenza. Chiediamo a Gesù: mandaci il tuo Spirito, in modo che i nostri occhi si aprano alla verità, alla luce del bene, all’amore vero e totale, all’incontro con Maria. Donaci la consapevolezza che non siamo soli, che il Consolatore ci accompagna e ci rende portavoce di messaggi positivi, messaggeri di speranza, capaci di camminare sulla retta via.

Siamo in grado di dar ascolto alla voce dello Spirito in questa difficile ora di pandemia?

Andando al Padre, il Signore ha inaugurato il tempo dello Spirito, un tempo nuovo in cui possiamo riconoscerlo attraverso i segni e le vicende della vita. Un tempo in cui anche Maria con la sua presenza ci aiuta a superare la tentazione di pensare di essere abbandonati ad un destino di morte e di fallimento. Lo Spirito viene per insegnarci ad amare e riempirci di gioia. E’ lo Spirito che ci svela il volto della Madre, che ci fa gustare il dono della sua vicinanza, che ci allontana dalla tentazione del fare a meno di Dio, dal voler costruire la storia attraverso una tecnologia svincolata da ogni limite, dal considerarci artefici di tutto.

Lo Spirito ci guida nella conoscenza della verità e ci fa discernere la ricchezza di una Madre che ci sta vicina, ci aiuta a perseverare nell’amore del Figlio suo. Tutti abbiamo bisogno dello Spirito Santo. Lo Spirito fa in modo che riconosciamo il nostro peccato, che è la mancanza di fede e di carità, l’incredulità e l’allontanarsi da Dio. Ci fa riconoscere le nostre ingiustizie, che compiamo quando pensiamo di non avere su di noi lo sguardo di Dio. Quando seguiamo la logica del mondo, agiamo come se Dio non ci fosse o non ci vedesse. Il Paraclito ci manifesta ciò che è vero e buono, che vale la pena vivere nella carità, essere operatori di giustizia, il pagare di persona, il metterci la faccia nella ricerca del bene comune, lo scegliere da che parte stare, il superare la tentazione della mondanità.

Oggi ci tocca affermare che quel Gesù che è salito al Padre è più che mai presente nella nostra storia e nella nostra vita. E’ perciò un bene che sia tornato al Padre. E’ un bene per noi crescere nella fede, smettere di cercare Dio solo per coprire i nostri vuoti e risolvere i nostri piccoli grandi problemi.

Maria è la grande cooperatrice dello Spirito Santo, la donna delle periferie, che abita gli spazi ove vivono i rifiutati, gli scarti della società, i senza lavoro, i poveri. Maria abita dove l’umanità è in sofferenza, in difficoltà, nei deserti della società. E’ lì che porta gioia, speranza e la grazia dell’amore di Dio. Senza questa fede non comprenderemmo come possa aver potuto prediligere questo luogo, questa solitaria contrada di Santa Domenica.

Qui è venuta a ricordare alla nostra terra due importanti insegnamenti:

Il primo sull’essere discepoli del Signore. Lei, da sempre prescelta per essere la Madre, ha imparato a farsi discepola, ponendosi in devoto ascolto di Dio: all’annuncio dell’Angelo ha aperto il suo cuore per accogliere il mistero della maternità divina. Ha seguito Gesù, mettendosi in ascolto di ogni parola che usciva dalla sua bocca e conservando tutto nel suo cuore. Ma senza fermarsi all’ascolto. L’ascolto ha sempre bisogno di tradursi in azione. Maria l’ha fatto, vivendo il Vangelo insegnato dal Figlio: dagli umili servizi resi ad Elisabetta per aiutarla nella sua gravidanza, alla nascita del figlio nella povertà a Betlemme, a Cana con l’occhio attento ai due giovani sposi, sul Golgota ai piedi della croce di Gesù, nel cenacolo a far compagnia ai discepoli in attesa dello Spirito Santo.

Il secondo insegnamento sulla preghiera del Rosario. In ogni mistero del Rosario sentiamo Maria vicina a noi e la contempliamo come prima discepola di suo Figlio. Il Rosario è una profonda meditazione sui misteri della vita di Gesù. Una preghiera che “non ci allontana dalle preoccupazioni della vita; al contrario, ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noiScopriamo così la via che ci porta a seguire Cristo nel servizio ai fratelli” (papa Francesco). Il Rosario è la preghiera del discepolo che incontra Dio amando e servendo i fratelli.

Mi piace consegnare ai fedeli devoti di Nostra Signora dello Scoglio queste due indicazioni. Cari fratelli e sorelle che ormai per consolidata tradizione venite qui allo Scoglio, colgo la vostra immagine, nel discepolo che recita il santo Rosario con i piedi ben radicati in terra e lo sguardo rivolto al cielo. Questa mi sembra essere la vera consegna che la Madonna intende farci attraverso il servizio semplice ed umile di Fratel Cosimo. Prego il Signore perchè lo Scoglio sia sempre quel luogo dal quale si ritorna interiormente trasformati. Questo è possibile grazie a Maria ed allo Spirito che la rende presente qui allo Scoglio ed in ogni luogo ove c’è bisogno dell’amore di Dio.

©2021 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Lascia un commento