La memoria non permette che restiamo sommersi dall’indifferenza e dall’ignoranza. I sentieri della memoria - Marcia in ricordo delle vittime innocenti della ndrangheta

(22 luglio 2018)

Santa Messa a Pietracappa

Omelia

 

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Tanti sono i motivi della mia presenza qui per la seconda volta. Il primo: esprimere la mia vicinanza e la mia gratitudine a don Luigi Ciotti.

Don Luigi per me è un fratello, uno di quei fratelli che se ti guarda negli occhi capisce quello che hai dentro. Non gira dall’altra parte. Ti viene incontro, ti accompagna, fa sua la tua fatica. E’ quello che don Luigi ha fatto con me.

Sono qui oggi per esprimere la mia gratitudine a don Luigi per la testimonianza di un impegno senza riserve a favore della comunità civile. Don Luigi è un testimone di fede, un prete di strada, come si definisce, testimone del nostro tempo per il suo impegno civile, un educatore che tanto ha dato ai giovani studenti della nostra Locride. Lo ringrazio a nome della mia gente. Egli insegna a non tirarsi indietro mai di fronte alle violenze e alle ingiustizie. Don Luigi insegna che la cultura è la via migliore per la crescita e lo sviluppo di un paese. E’ la cultura che aiuta a superare la mentalità mafiosa che alimenta l’omertà, la complicità, l’arroganza e la violenza.

Siamo qui in tanti oggi, per fare memoria. La memoria non permette che restiamo sommersi dall’indifferenza e dall’ignoranza. Siamo qui, perché la memoria non venga mai meno. Il sangue dell’innocente non può e non deve essere dimenticato. Quando viene versato sangue innocente viene versato anche il nostro sangue. Quando viene ucciso un innocente: muore una parte di noi. Penso al piccolo Cocò ucciso quattro anni fa a Cassano Jonio, bruciato vivo, nell’auto con il nonno. Penso a Dodò ucciso in un campo di calcetto a Crotone. Penso a Lollo Cartisano, a Gianluca Congiusta, Vincenzo Grasso, Rocco Gatto, Giuseppe Luzza, Massimiliano Carbone, Antonino Marino, Demetrio Quattrone, …. Penso ai tanti calabresi onesti, uccisi dalla violenza ‘ndranghetista. Nessuno deve essere dimenticato. Qui li ricordiamo tutti. Ognuno dica ad alta voce il nome di una vittima innocente che ha conosciuto o di cui ha sentito parlare. Come abbiamo fatto a Locri due anni fa. Poco meno di mille nomi di vittime innocenti!

Ringrazio LIBERA per quella imponente manifestazione organizzata a Locri due anni fa in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA DELLE VITTIME INNOCENTI DELLA MAFIA.

Siamo in tanti per dire basta con queste morti. Per dire basta alla ‘ndrangheta e alla mafia, ai poteri forti che uccidono. Basta alla violenza e alla corruzione che l’alimenta. Mai più versamento di sangue in questa terra: ecco il messaggio che ci viene dalle tante vittime innocenti che oggi ricordiamo. 

Abbiamo appena ascoltato alcune paroline alquanto impegnative che sono state sussurrate ai nostri orecchi.

Una parola insistente è pace (4 volte). Gesù è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che divideva, cioè l’inimicizia La pace è compito di ognuno. E’ frutto della giustizia. Troppe armi in circolazione. Il mercato delle armi è mercato di morte. Se si vieta la droga che uccide, occorre anche vietare le armi. Sono troppe le spese per armamenti meno per sfamare i poveri del mondo!

Oggi ci viene chiesto di abbattere il muro di separazione, ossia l’inimicizia.

Costruire ponti non muri.

La pace, ricorda sempre don Luigi Ciotti, non può esserci senza giustizia sociale. Per questo dobbiamo metterci in gioco tutti, per sconfiggere l’illegalità, la corruzione, le mafie che sono nemiche della pace. APRIAMO I PORTI. GRIDIAMOLO CON CORAGGIO. Lavorare per la riconciliazione tra gli uomini. I confini degli Stati non devono essere muri che impediscono la circolazione delle persone. Le persone hanno diritto di emigrare, un diritto che deve essere tutelato. Il nostro sud grazie alle migrazioni è sopravvissuto in tempi di miseria e di guerre. Penso al primo e secondo dopo guerra.

RICONCILIAZIONE: ecco la seconda parolina. Non una riconciliazione a basso prezzo, ma a pezzo del sangue di Cristo.  Riconciliarsi è impegno a rimuovere le cause della divisione, è farsi vicino all’altro, è prendersi cura dell’altro.

Ragazzi, giovani, oggi siete in tanti, coltivate sempre vera amicizia tra voi, condividete i vostri sogni, non lasciatevi rubare la gioia della condivisione e della solidarietà, della lotta per la giustizia, per una società più umana, meno discriminante. Siate contro ogni genere di violenza, contro le disuguaglianze e le ingiustizie.

Siamo uomini nuovi, che vanno contro corrente, che parlano il linguaggio del “NOI” non dell’IO. Il linguaggio del NOI è il linguaggio di Gesù. Siamo chiamati ad avere lo stesso sguardo di Gesù”. Lo sguardo che si volge al noi, agli altri. Lo sguardo fisso sulla stanchezza dei suoi discepoli e sullo smarrimento della folla.

Conservate tanta passione per la missione: è la passione del vivere-con, del costruire relazioni positive, del prendersi cura….

Amiamo la pace e la riconciliazione anche a costo di pagare di persona. Mai una pace a basso costo, a base di compromessi e complicità!

Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace

 

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