Coronavirus: chiese aperte per la preghiera personale, ma celebrazioni pubbliche sospese Nuove disposizioni del vescovo di Locri-Gerace dopo le ultime decisioni del Governo recepite dalla Conferenza Episcopale Italiana

Carissimi fratelli e sorelle,
Cari sacerdoti,
a distanza di poco tempo intervengo di nuovo sul tema delle celebrazioni religiose in chiesa, al fine di prevenire il pericolo di contagio da coronavirus.
Stante le disposizioni del Decreto emanato nella giornata di oggi dal Presidente del Consiglio dei Ministri, visto l’art. 2 l. V, che sospende negli edifici di culto in tutto il territorio nazionale le cerimonie religiose ivi comprese quelle funebri, volendo rispettare tali disposizioni a motivo della tutela della salute pubblica, tenendo conto delle indicazioni della CEI, si fa presente con tanta sofferenza per molti fedeli che:
 su tutto il territorio diocesano sono sospese le celebrazioni delle SS. Messe feriali e festive e non è consentita alcuna cerimonia religiosa pubblica, comprese le esequie, i matrimoni, ed altre celebrazioni sacramentali aperte al pubblico;
 Circa le esequie: il ministro ordinato si rechi presso l’abitazione del defunto, ove esclusivamente con i congiunti, faccia la sola benedizione della salma ed una preghiera; la Messa esequiale sarà concordata con la famiglia a tempo opportuno al termine dell’emergenza; il parroco avvisi per tempo la famiglia delle disposizioni attuali e se ne dia adeguata comunicazione nei manifesti funebri predisposti onde evitare spiacevoli inconvenienti;
 le chiese resteranno aperte per le preghiere private dei fedeli, l’adorazione personale, la lettura delle Sacre Scritture, sempre nel rispetto delle disposizioni e comportamenti prudenziali già dati relativi alle distanze.
 Circa le attività parrocchiali e oratoriane resta in vigore tutto quanto precedente disposto;
 tali disposizioni producono effetto immediato e sino al 3 aprile prossimo, salvo nuove indicazioni.
In questo momento è bene rimanere uniti soprattutto nella preghiera. Invito i fedeli a riscoprire il valore della preghiera personale, di quella fatta in casa, specie accanto a chi soffre, a far uso dei social network che trasmettono a tutti gli orari preghiere e celebrazioni liturgiche. Anche attraverso la preghiera individuale possiamo conservare quell’unità di fede e speranza di cui tanto bisogno ha oggi il nostro Paese. Quanto stiamo vivendo mette davanti ai nostri occhi la consapevolezza della nostra fragilità e debolezza.
Sia questo tempo di quaresima un tempo di grazia per scoprire la benevolenza di un Dio che non disprezza nulla di quanto ha creato e non abbandona i suoi figli nella tormenta. Ritorniamo al Signore con umiltà di cuore ed affidiamoci a Lui.
Preghiamo per quanti operano nel mondo della sanità a contatto con chi soffre, per gli uomini di scienza e di governo perché investano risorse nella ricerca scientifica per trovare misure capaci di fronteggiare il virus che contagia la vita della nostra comunità. Mettiamo da parte le spese in armamenti ed investiamo più risorse per il bene e la crescita della nostra umanità. Di fronte ai mali che affliggono tante aree del nostro globo, alle ingiustizie e disuguaglianze, ai tanti profughi ed esuli, ai bimbi che sfuggono alle guerre e calamità, non chiudiamoci in noi stessi. Lasciamoci toccare da Gesù che al lebbroso che invocava la guarigione dice: «lo voglio, sii guarito» (cfr. Mc 1,41). La fede in Lui possa dare vigore e speranza al nostro cammino.
Non dimentichiamo che siamo preziosi agli occhi del buon Padre celeste che vede e provvede ed in questo delicato momento ci chiede prudenza, senso di responsabilità ed accortezza. Mettiamo da parte ogni orgoglio e siamo collaborativi.
Maria, Salute degli infermi, prega per noi. Amen

Locri, dalla Sede Vescovile, 8 marzo 2020

✠ Mons. Francesco OLIVA

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