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Nazareth: a casa di Maria Pellegrinaggio in Terra Santa - Il Diario di don Fabrizio Cotardo - 5.

24.02.2019

A casa di Maria

«Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret» (Lc 1,26).

Entrando nella città di Nazareth nel cuore riecheggiava questo versetto, mentre in coro scandivamo le parole dell’Angelus con una necessaria precisazione: “L’Angelo del Signore QUI portò l’annuncio a Maria” e quel “QUI”, più volte ripetuto mi ha ricordato che “QUI” tutto ha avuto inizio.

“QUI” è il luogo pensato da Dio fin dall’eternitá.

“QUI” l’Angelo viene inviato.

“QUI” lo Spirito discende.

“QUI” il Figlio si incarna.

“QUI” la Vergine Maria abita e “QUI” dona la sua disponibilità diventando la “serva del Signore”.

“QUI” inizia la storia della salvezza.

Ed io, oggi, sono “QUI” partecipe di questa grande storia e con animo grato gusto le meraviglie compiute da Dio.

Da lontano brilla la grande lucerna posta sulla cupola della basilica, ricordandomi che Maria è la stella mattutina, la stella che mi conduce al porto sicuro, Gesù.

Ieri sera, senza perdere tempo, come colui che non riesce a trattenere il cuore innamorato della Madre e da Lei si sente attratto, ho voluto prendere parte al Rosario e alla breve processione. Sulle ultime parole della Salva Regine “O Clemente, o Pia, o dolce Vergine…” sono entrato in basilica, sono entrato nella casa della Madre, nella “casa” in cui Gesù ha vissuto con Lei e Giuseppe.

Ma come sempre, il Signore che non delude mai, donando sempre largamente, mi ha voluto concedere un ulteriore regalo: al termine del santo Rosario mi è stato concesso (cosa che per vari motivi non è possibile a tutti) di entrare proprio nella Santa Casa, passando dal retro (il piano alto, adiacente la strada. Dove c’era la cucina, mi è stato detto) e scendendo gli stessi gradini calcati dai piedi santissimi della Santa Famiglia, mi sono ritrovato nel luogo dove è avvenuta l’Annunciazione.

“Verbum caro hic factum est”.

Una semplice scritta con una croce scolpita sul pavimento, ricorda che “QUI” il Verbo si è fatto carne.

Sono stato a casa della Madonna.

Sono stato nella casa di Gesù.

Sono stato nella casa dove tutta la Trinità, attonita, ha atteso quel “fiat”, quella totale disponibilità di Maria.

Non ho chiesto nulla.

Mi sono prostrato e ho baciato il pavimento.

Ho baciato gli stipiti delle porte.

L’emozione mi ha spinto a baciare anche quelle beate mura, tabernacolo vero che hanno contenuto il Dio umanato.

Non ho chiesto nulla.

Ho solo ringraziato, rinnovando il mio “fiat” con maggiore consapevolezza, con una gioia più grande.

La mia profonda commozione ha detto tutto quanto avevo nel cuore ed ho la certezza che Maria, accogliendomi nella Sua casa, non solo mi ha pazientemente ascoltato ma con prontezza materna, mi ha anche esaudito.

Sono “QUI” a casa di Maria di Nazareth.

Sono “QUI” nello stesso “QUI” di Dio.

Con una certezza: andrò via ma il mio cuore, per sempre, ormai è “QUI”.

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Presso il lago di Tiberiade Pellegrinaggio in Terra Santa - Il Diario di don Fabrizio Cotardo - 4.

di don Fabrizio Cotardo

23.02.2019

 

Presso il lago di Tiberiade

«Quel mattino in riva al lago

quante cose ho pensato

ogni cosa non ha senso

non so fare il mio mestiere.

Mi sentivo inutile, ma che ci sto a fare,

sei passato per caso e mi hai detto così: Vieni con me, ti darò da fare…».

Queste sono le parole di un canto vocazionale della mia fanciullezza.

Queste sono le parole di un canto vocazionale che raccontano la chiamata dei primi discepoli (Lc 5,1-11).

Queste sono le parole di un canto vocazionale che mi scuote nell’intimo perché mi aiuta a raccontare la mia vocazione.

Oggi siamo stati sul lago di Tiberiade.

Qui il Signore ha chiamato i primi discepoli.

Qui, Risorto, ha conferito il primato a Pietro.

Qui Gesù ha calmato la tempesta.

Mi sono seduto solo, in disparte, sulla riva del lago e ho pianto (e non mi sono vergognato).

Mi sono seduto sul lago e cantando queste parole mi sono profondamente commosso.

Ho pensato a Gesù che passava su quella riva e chiamava i discepoli che, delusi, raccoglievano le reti.

Ho pensato a Gesù quando è passato sulla “riva” della mia vita e mentre, deluso, raccoglievo le “reti” vuote del mio iperattivismo mi ha chiesto di seguirlo.

Ho pensato a Pietro che non capendo fino in fondo la richiesta di Gesù di ributtare le reti in mare, si fida, butta le reti sulla Sua Parola.

Ho pensato a me che ad un certo punto ho dovuto “ributtare in mare le mie reti”, fidandomi di Lui, non delle mie forze, nemmeno delle mie capacità. Anche quando non capivo.

Ho pensato a Pietro che intuisce che Lui è il Signore, si prostra di fronte a Lui e riconosce la propria indegnità.

Ho pensato a me che ogni giorno riscopro la Sua grandezza che sa trarre cose buone dal mio essere sacerdote nonostante i miei limiti, nonostante la mia umanità, le mie infedeltà.

“QUESTA mattina in riva al lago

quante cose ho pensato …” ogni cosa ha acquistato senso.

Qui ho legato il mio cuore perché racconta la storia della Vocazione, della sequela, anche della mia.

È stato un “ritornare” sul posto dove, per la prima volta, ci si è innamorati. E dopo 13 anni ho scoperto che il mio amore è ancora forte, vibrante, appassionato pronto, ancora, a “gettare le reti sulla Sua Parola”.

Abbiamo visitato Tabgha, il luogo dove Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci ed ho chiesto di moltiplicare la fede in ciascuno di noi.

Siamo stati a Cafarnao nella sinagoga dove Gesù ha insegnato, guarito.

Siamo stati a Cafarnao e sulla casa di Pietro abbiamo celebrato l’Eucaristia. In essa ho rinnovato il mio “Sí” per il Signore, per la Chiesa.

Siamo stati sul Monte delle Beatitudini e oggi mi sono sentito beato per il semplice fatto di essere qui e per il grande dono che Dio mi ha concesso: sono Sacerdote e ne sono felice.

Oggi mi sono sentito “beato” perché Lui, il Signore, me lo ha concesso.

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Monsignor Francesco Oliva consegna alla Diocesi una preghiera per le vocazioni Manda operai nella tua messe

Carissimi Sacerdoti, Religiosi e religiose

consegno questa preghiera per le vocazioni da recitare prima della celebrazione della S. Messa. Un modo come presentare al Signore quanto sta particolarmente a cuore alla nostra Chiesa. La recitiamo ogni giorno con devozione e fervore. Senza trascurare le altre iniziative vocazionali:

* Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni nella IV domenica di Pasqua, detta “del Buon

 Pastore” (12 Maggio 2019)

* Veglia di preghiera per le Vocazioni la vigilia di Pentecoste

* Giornata pro Seminario nella solennità di Pentecoste (9 giugno 2019)

* Ora di adorazione primo giovedì del mese.

Tanti momenti che ci fanno ritrovare il coraggio della preghiera, in modo da affidare al Signore le intenzioni del nostro cuore. Al coraggio della preghiera uniamo il coraggio di spendere più tempo coi giovani nell’ascolto e nell’accompagnamento spirituale. Non abbiamo paura di rivolgere ai più giovani l’invito del Signore: Vieni e seguimi. Aiutiamoli a porsi la domanda fondamentale: «Per chi sono io?», predisponendoli a “trasformare i sogni di oggi nella realtà di domani” (papa Francesco).

E’ un impegno che tocca tutti, a cominciare da me vescovo. Per questo dal mese di marzo prossimo dedicherò un giorno alla settimana alla celebrazione della santa messa per le vocazioni nelle parrocchie, secondo il calendario che sarà consegnato dall’équipe del Seminario predisposto di concerto con i parroci. Chiedo che a questa Messa pomeridiana partecipino i giovani, i gruppi ed movimenti e soprattutto i ragazzi ed i giovani che si preparano alla cresima.

Si sensibilizzi la comunità a sentire il bisogno di pregare per le vocazioni, sapendo che la preghiera perseverante possiede in sé tanta forza ed il Signore non mancherà di ascoltarci.

In questa direzione si sta muovendo l’Equipe del Seminario, che ha deciso di proporre dei

fine settimana residenziali per ragazzi e ragazze dai 16 ai 35 anni in queste date: 22 sera – 24 pomeriggio Febbraio 2019; 23 mattina – 24 pomeriggio Marzo 2019; 18 – 21 Aprile 2019; 31 sera maggio 2019 – 02 pomeriggio Giugno 2019.

Facciamo nostra tale iniziativa ed accogliamola come dono di Dio, non venendo meno al nostro impegno di fedeltà ed amore alla Chiesa, facendo tutto con la gioia di essere sacerdote, quella gioia che contagia, quando è viva e vera.

Con l’occasione chiedo a tutti la bontà di pregare per me e per la Chiesa diocesana, assicurando la benedizione del Signore.

Francesco OLIVA, Vescovo di Locri-Gerace

* * *

 

Preghiera per le Vocazioni

Sacerdote.: Animati dalla certezza che Dio non ci abbandona, preghiamo con fiducia
dicendo: Signore, manda operai nella tua messe.
S: O Dio, Pastore eterno, manda nella nostra Chiesa operai santi, consacrati e
consacrate, che con l’ardore della carità siano veri testimoni del Vangelo. Custodisci
nella fedeltà del tuo amore il nostro Vescovo e tutti i sacerdoti, perché, guidati dal tuo
Spirito, operino in fraternità e concordia, privilegiando la via del dialogo e del
perdono reciproco. Tutti.: Signore, manda operai nella tua messe

A te, Pastore eterno, umilmente chiediamo:
manda operai nella tua messe.
Dona entusiasmo vero per la missione
Tu, che perseveri nell’amore di Padre, suscita nei giovani
il coraggio di sognare un’umanità nuova
e di vivere la gioia del Vangelo.
Signore Gesù, rendi la nostra Chiesa
terreno fertile di vocazioni.
donaci annunciatori appassionati del Vangelo:
pronti a rischiare sulla tua Parola ed a servire la comunità.
Sii loro vicino nel dubbio, sostienili nell’incertezza,
preservali da ogni smarrimento nel cammino verso la santità.
Spirito Santo, Amore sempre giovane,
voce dell’Eterno che non cessa di chiamare,
genera coraggio e forza nel rispondere alla vocazione.
Ravviva la bellezza dell’essere discepoli
liberi dalla mediocrità, dal conformismo
e da ogni forma di egoismo.
Tu, fonte di ogni dono e ministero, genera sante vocazioni
che mostrino la perenne giovinezza della nostra Chiesa.
Vergine Maria, nostra vera Madre,
Donna del sì e modello di ogni vocazione,
accompagna e sostieni gli eletti del tuo Figlio.
A te che sei Madre amorevole
affidiamo le vocazioni della nostra Chiesa:
siano Vangelo di misericordia e di perdono
in questo nostro mondo povero di vera umanità.
E’ quanto osiamo chiedere con fede. Amen.

                                                       Francesco OLIVA

©2019 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.