Archivi categoria: Vescovo Francesco Oliva

Emergenza coronavirus: l’impegno della Caritas Il Direttore don Rigobert sollecita la comunità diocesana ad aderire alla Giornata di preghiera, di digiuno e di opere di carità

Emergenza coronavirus: Giornata di Preghiera, di Digiuno e di Opere di Carità

 

La Giornata di Preghiera, di Digiuno e di Opere di Carità, indetta da S.E. monsignor Francesco Oliva, che domani 11 maggio sarà celebrata su tutto il territorio diocesano, vede impegnata in prima fila la Caritas diocesana. A tal proposito il direttore, don Rigobert Elangui, ha rivolto un appello a tutte le realtà ecclesiali della Chiesa di Locri-Gerace per sensibilizzare le comunità parrocchiali ad aderire con slancio all’iniziativa.

Don Rigobert ha scritto una lettera, accompagnata da una locandina con la sintesi delle attività che la Caritas sta portando avanti in questo periodo d’emergenza, per aiutare chi si trova in stato di bisogno.

Nella lettera, tra l’altro, viene detto:

“L’indizione della giornata ha una valenza spirituale e pastorale; essa è un richiamo alla pratica delle opere di misericordia spirituale e corporale per salvare il mondo intero dalle ripercussioni sanitarie, sociali, economiche, umane e spirituali della grave pandemia del Covid-19. Il Vescovo ci invita da una parte, a rivolgerci a Dio, perché ci salvi e ci liberi da questa afflizione, affidando all’intercessione materna della Beata Vergine Maria dello Scoglio la nostra Chiesa locale, quanti sono contagiati e chi si prende cura di loro attraverso la preghiera e il digiuno, e dell’altra parte ci esorta alla concretezza della Fede mediante le opere di carità.

In effetti, la preghiera con il digiuno e l’elemosina costituisce uno degli atti essenziali che traducono davanti a Dio l’umiltà, la speranza e l’amore dell’uomo; è ugualmente un’offerta e un atto d’amore al Padre.  Infatti, per essere di grande utilità, il digiuno e l’astinenza devono unirsi alla preghiera e alla carità/elemosina. In questa prospettiva facendo suo l’invito di Sant’Agostino di dare «in elemosina quanto riceviamo dal digiuno» il nostro vescovo ci chiede pertanto di devolvere a favore della Caritas diocesana il frutto delle nostre rinunce cioè l’equivalente del pranzo di un giorno feriale, perché possiamo continuare a sostenere i singoli e le famiglie bisognose, ma anche a sostegno del personale medico-sanitario.

La Caritas Diocesana, vista l’importanza dell’iniziativa, invita tutto il popolo di Dio che è in Locri- Gerace, gli Uomini e le Donne di buona volontà e in modo particolare tutte le Caritas parrocchiali e in primis i parroci a sensibilizzare tutte le nostre comunità ainiziativa diocesana.

 

Questi i contatti della Caritas Diocesana di Locri-Gerace.

Via Cusmano, 79 – 89044 Locri – Tel/Fax 0962/20889

e-mail: caritaslocri.gerace@gmail.com  – pec: caritaslocri.gerace@pec.it

 

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

1° Maggio 2020: Emergenza sanitaria ed emergenza lavoro MESSAGGIO di S.E. monsignor Francesco Oliva in occasione della Festa del primo maggio 2020

Locri,  1 maggio 2020

 MESSAGGIO

In occasione della Festa del primo maggio 2020

 

“Dall’emergenza sanitaria all’emergenza lavoro

 nel contesto in una economia sostenibile”

 

La festa del primo maggio quest’anno risente delle restrizioni a tutela dal contagio da Covid-19.  Conseguenze che sono davanti agli occhi di tutti e che portano a dire che “nulla sarà più come prima”. Nulla sarà come prima per il mondo del lavoro, per le imprese e i settori economici che sono andati in sofferenza, per le realtà del Terzo settore.

In questo difficile momento urge una grande alleanza in tema di lavoro. “Lavoro, lavoro, lavoro” è il grido di aiuto che viene soprattutto dalle aree più depresse del paese. Serve un’alleanza per il lavoro da parte di tutte le forze sociali, che desiderano il bene della comunità e che vogliono impegnarsi a combattere ogni forma di discriminazione tra chi ha un lavoro e chi non ce l’ha.

Nessuno deve perdere lavoro per il coronavirus” rischia di trasformarsi da proposito ed impegno condiviso in un irraggiungibile ideale. Sappiamo bene che il lavoro è un bene pubblico, oltre che un diritto. Un bene di tutti e per tutti, non solo di pochi privilegiati. La disuguaglianza sociale di fronte al lavoro è fonte di scarto, di ingiustizie ed espressione di una società malata, che, negando i diritti fondamentali, rischia una crisi inesorabile. La mancanza del lavoro è un virus non meno pericoloso del covid-19, che ci rende più vulnerabili ed interdipendenti l’uno dall’altro.

Che tutti abbiano un lavoro! E chi ce l’ha lo svolga con responsabilità e senso del dovere. Spesso, anche quando il lavoro c’è, è precario, povero, temporaneo, lontano dall’essere un lavoro libero, creativo, partecipativo, solidale (EG 192). I Vescovi italiani nel loro Messaggio al mondo del lavoro auspicano “un’economia che metta al centro la persona, la dignità del lavoratore e sappia mettersi in sintonia con l’ambiente naturale senza violentarlo, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile”.

In questo tempo di emergenza c’è stata possibilità di apprezzare tanti settori lavorativi essenziali, che hanno visto impegnati gli operatori nella manifattura, nel settore alimentare e della logistica in modo da assicurare anche nei giorni della crisi beni e servizi necessari, lavorando in condizioni difficili e non sempre di sicurezza.

La gratitudine di tutti va agli “eroi di questa emergenza”: il personale medico e sanitario, professionale e volontario, che, mettendo a rischio la propria vita, non ha mancato di garantire le cure alle vittime dell’epidemia.

San Giuseppe Lavoratore sia per tutti icona di speranza!

Il Signore benedica il lavoro di ogni uomo ed aiuti tutti ad essere sempre più operosi nel servizio della comunità. Pronti a sostenere i valori della giustizia e della solidarietà e abitare quel meraviglioso giardino, che Dio ha affidato alle nostre mani.

✠ Francesco Oliva

 

 

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Insieme verso la Pasqua MESSAGGIO ALLA DIOCESI PER LA QUARESIMA DEL 2020

MESSAGGIO ALLA DIOCESI PER LA QUARESIMA DEL 2020

Insieme verso la Pasqua

 

 

Insieme verso la Pasqua: è il cammino che si apre davanti a noi con la celebrazione delle ceneri. Un  “momento favorevole” ed un “tempo salvifico” (Cfr. 2Cor 6,1-2), un’opportunità di crescita nella conoscenza del mistero di Cristo per noi, oggi chiamati ad annunciare il Vangelo in un mondo che vede la fede sempre più irrilevante per la vita. È tempo di riscoprire la bellezza della vita aperta al dono di Dio e al suo amore, all’ascolto dei fratelli, in un costante impegno per un mondo di relazioni sempre più improntate all’accoglienza.

Nessun riferimento ad una vita autoreferenziale e chiusa, quanto generosa disponibilità ad una relazionalità aperta al dono di sé. Cosa affatto scontata in questo tempo, in cui la fede – come afferma papa Francesco – non rappresenta più “un presupposto ovvio del vivere comune, anzi viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata”. Questo, anche nella nostra Locride: quando la fede è ridotta a semplici riti e tradizioni senza anima, quando è scelta di comodo più che forza di amore che ti cambia dentro e rende più umane le tue relazioni, quando nulla cambia nella vita di chi dice di aver incontrato il Signore, quando emerge forte la difficoltà nel partecipare attivamente alla vita della chiesa e ci si limita ad una religiosità superficiale e senza volto.

È tempo di risvegliare la consapevolezza di una fede più matura, tempo di intraprendere percorsi nuovi di formazione. È da dopo iniziato il cammino di catechesi degli adulti a livello vicariale e gli incontri biblici nelle parrocchie. La sensazione è che molti avvertano il bisogno di una più matura formazione. Anche se si avverte una certa lentezza e senso di stanchezza in qualche parrocchia che ritiene di camminare da sola. Ridestiamo il bisogno di scoprire sempre più la bellezza del nostro essere cristiani. Molto dipende dagli stessi sacerdoti e dalla disponibilità ad inserirsi nella proposta diocesana. Il nostro cammino sa che la conoscenza di Gesù va oltre la semplice erudizione dottrinale: conoscere Gesù è stabilire prima di tutto un rapporto di amicizia con Lui.

Il tempo quaresimale è un tempo utile per essere discepoli missionari, che, attraverso la Parola proclamata e ascoltata nelle domeniche, scopre l’identità di Cristo e, insieme, scopre sé stesso e a cosa è chiamato. Quanto sarebbe bello lasciarsi provocare dalla domanda che ci suggerisce papa Francesco nella Christus vivit: «Tante volte, nella vita, perdiamo tempo a domandarci: “Ma chi sono io?”. Tu puoi domandarti chi sei tu e fare tutta una vita cercando chi sei tu. Ma domandati: “per Chi sono io?”». Teniamo desta questa domanda durante questo tempo liturgico, che ci conduce alla gioia della Pasqua.

Non interromperò in questo tempo quaresimale la mia visita pastorale al mondo della sofferenza e delle povertà, in modo da calarmi ancora più profondamente nella realtà umana, veramente umana delle nostre comunità. Lo farò per continuare ad assicurare la preghiera di tanti fratelli e sorelle che nel letto della sofferenza o con gravi forme di disabilità, rendono testimonianza di fedeltà a Gesù. Essi sono quello che noi non siamo e ci mostrano attraverso il loro volto sofferente e sereno il mistero di una umanità tutta da scoprire.

Sia questo cammino quaresimale un tempo di ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Scritture, da far risuonare nell’intimo del nostro cuore e nell’assemblea dei fratelli e delle sorelle. E soprattutto impegniamoci nel tradurre nel quotidiano la fede pasquale celebrata nell’Eucaristia domenicale, avviando con il digiuno e la preghiera il rinnovamento spirituale del nostro “uomo interiore” (Ef 3,16). Riconoscendo in chi è nel bisogno ed in chi soffre il “sacramento” del Cristo che ci si rivela in modo diretto: “Ero povero, malato, affamato, carcerato, nudo, forestiero, … e tu mi hai curato e accolto” (Cfr. Mt 25,31-48). Senza dimenticare che la carità parte dal cuore. Affermava don Primo Mazzolari: «Chi ha poca carità vede pochi poveri; chi ha molta carità vede molti poveri; chi non ha nessuna carità non vede nessuno. […] Chi conosce il povero, conosce il fratello: chi vede il fratello vede Cristo, chi vede Cristo vede la vita e la sua vera poesia, perché la carità è la poesia del cielo portata sulla terra. Cristo che si fa “vedere” nel povero, che fa splendere quello che gli uomini non vogliono vedere, è anche il più grande dei poeti» (La via crucis del povero).

Ci accompagni Maria, Madre di Gesù e vera Madre nostra, che segue il Figlio fin sul Calvario e sta ai piedi della croce, esempio dell’umanità nuova.

Buona Quaresima a tutti! Nell’attesa di incontrarci anche quest’anno nella Messa Crismale il mercoledì santo nella Basilica Concattedrale di Gerace. Sarà una celebrazione che ci vedrà riuniti come comunità diocesana nel ringraziare il Signore per il dono del sacerdozio e della consacrazione. Mi attendo la partecipazione dei fedeli delle singole parrocchie e delle realtà ecclesiali, come segno di comunione e di unità del popolo sacerdotale, profetico e regale.

 

Locri, dalla Sede Vescovile, 22 febbraio 2020

Cattedra di San Pietro, Apostolo

✠ Francesco Oliva

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Battezzati e inviati: il mese missionario nella diocesi di Locri-Gerace

Il Mese Missionario Straordinario indetto da papa Francesco nella ricorrenza del centenario della promulgazione della Lettera apostolica di Benedetto XV “Maximum Illud” (30 novembre 1919), nella Diocesi di Locri-Gerace si chiude con quattro giorni particolari, dal 26 al 29 ottobre, grazie alla visita di due missionari della Consolata: fratel Carlo Zaquini (da oltre 40 anni in missione nel territorio amazzonico di Roraima in Brasile) e padre Angelo Casadei (da circa 20 anni missionario nella selva amazzonica colombiana). I due missionari porteranno le loro testimonianze in alcune parrocchie della diocesi, inoltre, la mattina di lunedì 28 ottobre incontreranno gli studenti dei Licei “Mazzini” di Locri e alle 18,30 dello stesso giorno, nel Centro pastorale diocesano, offriranno le loro riflessioni sul tema “Chiesa missionaria e difesa dei popoli indigeni”.

Per tutto il mese di ottobre la Diocesi di Locri-Gerace, seguendo le indicazioni del vescovo, monsignor Francesco Oliva, ha organizzato numerose veglie di preghiere con l’intento di vivere, come ha indicato il Santo Padre, “con rinnovato slancio missionario la vocazione propria della Chiesa: quella di evangelizzare, affidando ad ogni cristiano –nessuno escluso- il compito di farsi ogni giorno discepolo missionario del Vangelo”.

L’Ufficio Missionario diocesano guidato da padre Gianfranco Zintu ha presentato una mostra di 18 pannelli sulla vocazione missionaria della Chiesa, ed ha proposto un comune cammino di formazione, preghiera e testimonianza.

Un lavoro, questo dell’Ufficio Missionario, prezioso ed importante come ha spiegato padre Zintu, “per conoscere ed amare la Chiesa e per suscitare il desiderio di vivere oltre le nostre frontiere la responsabilità missionaria di ogni cristiano”.

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

25° anniversario dell’ordinazione episcopale di monsignor GianCarlo Maria Bregantini Martedì 7 maggio 2019 ore 18,00 - Basilica concattedrale “Santa Maria Assunta” - Gerace

Diocesi di Locri-Gerace

Il vescovo monsignor Francesco Oliva

Il presbiterio diocesano

La Chiesa che è in Locri-Gerace

con gioia e gratitudine celebrano il Giubileo Episcopale di

Monsignor GianCarlo Maria Bregantini

Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano

già vescovo di Locri-Gerace

nel 25° anniversario della sua ordinazione episcopale

 

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.