Cari sacerdoti, “servitori della gioia” S.E. monsignor Francesco Oliva scrive ai sacerdoti in occasione del 70° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di monsignor Francesco Laganà

Ai reverendi

Sacerdoti

cof

dopo questa prima fase dell’anno pastorale penso a ciascuno di Voi, cari presbiteri, ringraziandovi per il ministero svolto e per la vostra vita donata e spesa a servizio delle comunità a Voi affidate.

Penso ai sentimenti che possono essere in voi in un momento come questo. Per alcuni sentimenti di stanchezza, e giustamente, per le fatiche di un anno di lavoro, unitamente al desiderio di qualche giorno di riposo. Per altri, sentimenti di preoccupazione per il venir meno della salute o per problemi personali. Sentimenti di scoraggiamento o di sofferta solitudine per chi pensa di non essere compreso o amato (forse anche dal vescovo). Sentimenti di inquietudine per chi non vede la realizzazione delle proprie attese e speranze. In tutti – spero – siano a prevalere sentimenti di gratitudine al Signore per il dono del sacerdozio.

Quello che mi piace di più sentire dai fedeli è: il mio parroco è un prete contento di essere prete. Che bello scoprire che questo non è una fake news, ma un sentire comune della gente, che cerca nel prete uomini che dispensano attorno a sé serenità, gioia e sentimenti di pace. Diversamente da quanto possono pensare alcuni, credo che un prete oggi come araldo del Vangelo sia veramente portatore di gioia. Lo vedo spesso, quando il sacerdote ricorda il giorno anniversario della propria ordinazione sacerdotale, circondato da altri presbiteri attorno alla mensa eucaristica, ove ogni giorno celebra la gioia ed il dolore, la fatica e la speranza ed offre il pane e il vino della convivialità.

Mi chiedo: qual può essere il segreto della gioia del sacerdote? Non immagino che la vera ragione possa essere il fatto che abbia realizzato o stia realizzando l’immagine di prete che aveva sognato negli anni di seminario, del prete con la propria imperturbabile autonomia parrocchiale, che vive in mezzo ad un popolo che lo riverisce, lo segue docilmente e lo ascolta, del prete che gestisce il suo ruolo di pastore indiscutibile ed incontestabile, che non incontra difficoltà nella relazione con altri preti. Credo piuttosto che la ragione vera della gioia del prete sia la realtà concreta del suo essere sacerdote: un ministero che lo mette a confronto con altri preti, con fedeli che pensano a modo loro e spesso non lesinano critiche ingenerose, che ogni giorno lo costringe a cercare come farsi carico di diverse comunità o ad inventare nuove forme di pastorale, che spesso trovano resistenze e fatiche. Eppure al prete non mancano le possibilità di vivere la gioia, la gioia della quotidianità, quella di poter condividere la vita nello stile descritto da san Paolo: Rallegrandosi con quelli che sono nella gioia, piangendo con quelli che sono nel pianto, provando i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri, senza nutrire desideri di grandezza, provando a compier il bene davanti a tutti gli uomini e, per quanto possibile, vivendo in pace con gli altri (cfr Rm 121, 15).

E’ quanto desidero incontrare in ciascuno di voi, cari sacerdoti, “servitori della gioia” (cf. 2 Cor 1,24), chiamati a testimoniare “la gioia del Vangelo [che] riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. […] Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia”, perché “la vita nello Spirito sgorga dal cuore di Cristo risorto” (Evangelii gaudium, 1-2).

In questo orizzonte mi piace parlare della gioia della nostra Chiesa per il vostro sacerdozio. A pochi giorni dalla celebrazione del 70° anniversario di ordinazione sacerdotale del carissimo monsignor Francesco Laganà. Un sacerdote che non è mai andato in pensione, che non si è mai tirato indietro in qualunque ministero fosse chiamato, che si è sempre tenuto fuori da polemiche inutili, che è stato artefice di unità e modello di saggezza sacerdotale. La nostra chiesa si unisce alla sua preghiera di ringraziamento il prossimo 5 luglio alle ore 18.00 nella Basilica Concattedrale di Gerace. E’ un giubileo sacerdotale per il quale tutta la nostra chiesa diocesana è chiamata a rallegrarsi e lodare il Signore.

Il Signore benedica il vostro cammino sacerdotale e non vi faccia mai perdere la gioia di essere stati scelti e consacrati per una missione alta e bella.

Con la bontà di una preghiera per me.

✠  Francesco OLIVA

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