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Giornale della diocesi di Locri-Gerace A cura dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali della diocesi.

S.E. monsignor Francesco Oliva nel carcere di Locri benedice le palme e i ramoscelli d’ulivo

Domenica delle Palme

nella Casa circondariale di Locri

(5 aprile 2020)

 

Buongiorno a tutti voi che siete in questa casa e mi ascoltate. Purtroppo non posso salutarvi uno per uno come ero abituato, per le restrizioni dovute al contagio del coronavirus. Oggi so solo di poter entrare in questa casa circondariale, senza potervi incontrare. Mi basta però far pervenire a ciascuno di voi la mia vicinanza ed il mio affetto. So che mi ascoltate e che accettate ben volentieri il mio incoraggiamento in questo momento difficile. Anch’io come voi avverto il peso dell’essere costretti a stare al chiuso. Lo faccio perché questo giova a contenere il contagio ed a tutela della salute propria e altrui. La salute va sempre tutelata, ovunque ci si trovi, anche qui, anche a costo di grandi sacrifici. Per voi le restrizioni sono di maggior peso. La vostra sofferenza è ancora maggiore, perché dentro queste mura è più pesante il timore dell’epidemia non solo per voi, ma anche per i vostri cari. Stare lontani dalla famiglia aumenta il senso della solitudine e dell’abbandono. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento. Passerà questo pandemia. Non sentitevi soli. Avete tante persone che vi stanno vicine: il direttore, il comandante, gli ispettori, gli agenti, gli educatori, i volontari e tutto il personale di servizio. E poi c’è don Francesco il cappellano, che ho nominato perché vi ascolti, vi accompagni spiritualmente ed accolga i vostri bisogni e quando volete esprimermi qualche esigenza particolare potete farlo attraverso di lui. Ripeto: non siete soli, anche se lontani dagli affetti più cari.

A questo vorrei aggiungere anche la vicinanza del Signore. Dio non abbandona i suoi figli, anche se sbagliano, non vuole che si perdano. In questa settimana santa noi cattolici viviamo la storia della passione, morte e resurrezione del Signore. Gesù ha sofferto l’abbandono ed il tradimento dei suoi discepoli, l’amarezza e l’umiliazione di una condanna senza processo, la sofferenza della via crucis, la crocifissione, le ingiurie dei soldati e la derisione di un condannato che gli era accanto, l’atrocità di una morte infame. Tutto questo pur essendo innocente. Gesù si è sottoposto volontariamente a questi tormenti per la nostra salvezza, in obbedienza alla volontà del Padre. Attraverso la sua passione e morte siamo stati salvati ed abbiamo riacquistato il perdono e la pace. Ciascun cristiano può dire: «Gesù è morto per me».

Ed ora vi chiedo di compiere per la Pasqua un gesto di pietà. Avendo fra le vostre mani una croce o davanti al Crocifisso dite: “Grazie, Signore, che ti sei offerto per me. La tua morte mi guarisce dalle ferite del male, ti chiedo perdono di tutto ciò che ho fatto, donami la tua pace”.

Se fate questo atto di pentimento sincero, anche se il cappellano non potesse raggiungervi tutti in questa settimana, potete ottenere la pace ed il perdono che desiderate ed appena possibile farete la confessione.

È questa la Pasqua del Signore: il suo passaggio dalla morte alla vita. Gesù è morto ed è risorto. La morte non ha prevalso su di Lui. Ci sarà una pasqua per tutti. Vivete questa settimana santa, leggendo il vangelo e recitando una di quelle preghiere che avete imparato da piccoli.

Buona settimana santa. Spero di potervi rivedere per la Pasqua. E se non fosse possibile, sin da ora vi auguro: buona Pasqua!

Che il Signore vi benedica e vi aiuti a riscoprire la gioia di una vita che risorge! Vi chiedo una preghiera per me!

✠ Francesco Oliva

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

Quanto è mutevole l’umore del popolo! "Pietra di scarto" di padre Vincenzo Sibilio - 5 aprile 2020 - Domenica delle Palme

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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5 aprile 2020  Domenica delle Palme

Quanto è mutevole l’umore del popolo! Come passa dall’esaltazione all’odio!

L’ingresso in Gerusalemme è soltanto un triste, effimero successo. È l’ultimo guizzo di luce della candela che ne avverte la fine. Tutto precipita. Colui che è riconosciuto Figlio di David diventa l’Uomo dei dolori, avvezzo al patire.

Iniziamo questa strana settimana pasquale con negli occhi, gli occhi del Cristo che guardano Pietro in quella notte e la parola del Cristo rivolta a Giuda: Amico.

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Precedenti

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4 aprile 2020 

“È conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!”.

Egli deve morire per: che significa al posto di ma anche a causa di e a vantaggio di.

Egli muore crocifisso per ri-creare l’unità dell’umanità, la comunione di tutte le genti e stabilire definitivamente l’alleanza promessa: un solo Dio, un solo popolo in una reciprocità d’amore.

Oggi, dopo duemila anni, assistiamo alla lacerazione dei rapporti tra gli uomini, agli egoismi personali e di gruppi, a sovranismi assurdi, a fanatismi di appartenenza e, per giunta, spesso, in nome di un dio contrabbandato per Dio.

Sei morto invano?

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Precedenti

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3 aprile 2020 

“Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”.

È questo il vero motivo che porterà alla morte Gesù: è davvero una bestemmia farsi Dio! È la presunzione più alta e grave ed è quella che porta l’uomo alla morte; è la tentazione di sempre che si annida nel più profondo di ciascuno di noi.

Gesù non si mette a discutere, non fa “teologia” ma, molto semplicemente, si appella alle opere che compie e che sono le opere del Padre.

Gesù è Dio non perché ha rubato il posto ma perché ha obbedito. E l’opera più grande è stata proprio quella di assumere la condizione di schiavo fino alla croce.

Noi siamo chiamati per vocazione ad essere Dio e la strada è quella che porta a Gerusalemme, anzi, fuori di questa città, al luogo del cranio.

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2 aprile 2020 

Oggi Tu dici due parole assurde e incomprensibili:

“Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”

e “Prima che Abramo fosse, IO SONO”.

Ma ti rendi conto di ciò che dici? Noi ci stiamo scontrando ogni giorno con il mistero della morte senza neppure l’amara consolazione di stare accanto a chi muore e tu dici: non vedrà la morte!

Ma, ancora di più, dichiari di essere da sempre con quel nome che è esclusivo di Dio!

Dammi di credere, dammi di affidarmi, fammi dire con tutta la mia carne: “mi fido di Te”. Solo così puoi “cambiarmi il nome” e affidarmi la Tua stessa missione.

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1 aprile 2020 

“Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

Il Vangelo di oggi è quanto mai attuale:

da una parte, coloro che si aggrappano a tradizioni e ad appartenenze e vanno orgogliosi del loro stato. E poiché credono di stare al sicuro e di avere la verità, possono giudicare e condannare gli altri;

dall’altra, coloro che, coscienti della propria debolezza, si aggrappano alla Parola e alla Croce, scrutano la verità di sé stessi e della realtà e la loro unica certezza è mettere i propri passi sulle orme di Colui che cammina avanti, va oltre.

La differenza è tra i sedentari, che siedono tranquilli nel proprio palazzo “clericale” e tra coloro che sanno di essere pellegrini e, senza nessuna sicurezza, ricercano il Volto della verità che li rende liberi.

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31 marzo 2020 

Ha l’ardire di appropriarsi del Nome! Costui bestemmia! Come può dire di sé: IO SONO?

Fa un chiaro riferimento alla vicenda Mosè e al Serpente di bronzo che, innalzato, dà la salvezza.

Proprio dinanzi a Lui, innalzato sulla croce, si gioca tutta la nostra vita. È facile riconoscerlo quando opera guarigioni, quando ammaestra, affascinando le folle, facendo quello che gli chiediamo.

E invece siamo chiamati a riconoscerlo nell’estremamente impotente Crocifisso.

È questo il mio dio? Non sarebbe meglio un dio che fa quello che voglio, che interviene in questo momento così duro dell’umanità, che mette finalmente le cose a posto?

Un dio così a che serve?

Soltanto se il mio cuore riesce a contemplare quegli occhi crocifissi, soltanto allora comprenderò la portata sconvolgente del Suo essere uomo e del Suo dirmi: “ora tu va”.

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30 marzo 2020 

Due donne: Susanna, accusata ingiustamente, che si abbandona a Dio; l’adultera, accusata secondo una comoda giustizia umana.

Susanna salvata da un ragazzino che ha il coraggio di dire e fare la verità; l’adultera, salvata da Lui che realizza la misericordia.

L’atteggiamento di Gesù è sconcertante e affascinante: agli scribi e i farisei non rivolge neppure uno sguardo, rivolgendosi all’adultera si alza in piedi, la guarda, la chiama con quel nome che usa anche con Sua Madre: donna. E le dona la liberazione.

Gesù, fa con me come hai fatto con questa donna. Io non ti chiedo niente; tu sai. Che io possa sentire la Parola: neppure io ti condanno, va e non peccare più. Che io viva la gioia del perdono.

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29 marzo 2020 – V Domenica di Quaresima

“Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio”: possiamo leggere questo tempo
che viviamo in questa ottica?
“Signore, se tu fossi stato qui….” : è la parola dolorante di Marta e di Maria; è la parola che
sempre risuona in noi nel momento della prova (Gedeone dirà: “se il Signore è con noi,
perché tutto questo?” e nei Salmi troviamo: “Svegliati, perché dormi? Ne va della Tua
gloria”). È il grido attuale dell’umanità: Dio dove sei?
“Tuo fratello resusciterà”: credo davvero alla resurrezione? Credo davvero che il Crocifisso è il Cristo?
“Gesù scoppiò in pianto”: oggi piange sulla nostra morte. Ci ama.
Ed ora, tocca a noi rimuovere la pietra dal sepolcro; tocca a noi sconfiggere la morte.
E ancora, negli occhi, quel povero vecchio che si aggrappa alla Croce e lotta con le sue deboli forze per essere “intercessore” tra il Crocifisso e noi.
Buona domenica.

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28 marzo 2020

“Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!»…  Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!»”

È sempre così: Chi sa, chi ha studiato, chi conosce la legge, sa bene come vanno le cose e usa la sua conoscenza come arma di potere e di disprezzo. Gli esperti sono esperti.

Non è possibile che un “povero cristo” sia creduto; non è possibile che sia Lui.

Intanto, un gesto terribilmente inutile e impotente sconfigge le tenebre: un povero vecchio, stanco e malato, in un silenzio pieno di dolore, si aggrappa alla croce e si erge sostenendo un piccolo bianco pezzo di pane che invade il cuore di milioni di uomini. Egli mostra agli esperti e ai sapienti di questo mondo l’Agnello sacrificale.

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27 marzo 2020

Ancora oggi, Egli è pietra d’inciampo. Non riusciamo ad inserirLo in nessuna categoria e casella. Lo conosciamo e sappiamo di dove è e, proprio per questo, nei fatti lo rifiutiamo.

Vorremmo che fosse più comprensibile, più alla nostra portata, più pronto a fare ciò che vogliamo, più “scontato”. Meglio una statuetta da portare sempre con noi, specie di amuleto docile e innocuo.

E invece, non risponde alle nostre attese-pretese; a volte sembra che dorma; neppure scuotendoLo, riapre gli occhi; sembra che non si commuova dinanzi alla morte dei Suoi.

E il deserto e il silenzio ci scuote.

Poi, all’improvviso, qualcuno che “non è dei nostri”, fa la propria professione di fede-abbandono fiducioso. Non chiede. Crede.

E aumenta la nostra gelosia, invidia, rabbia.

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26 marzo 2020

“Dio di Abramo Tuo amico

di Isacco Tuo Agnello

di Giacobbe Tuo Prediletto,

di Mosè Tuo Servo

di Gesù Tuo Cristo e Tuo Figlio,

ascolta il grido dell’umanità sofferente.

il pianto e il dolore di chi non ha più sostegno,

lo smarrimento e la speranza disperata

di chi non ha più radici e va in cerca di una terra.

Ancora oggi, suscita uomini e donne

che abbiano il coraggio

di rispondere Hinneni (Eccomi) alla tua chiamata.

A noi che viviamo questo lembo di terra

bello e martoriato,

dona la forza di rispondere

con il nostro cuore e le nostre mani

per ricostruire il “tutto bello” creato da Te.

Te lo chiediamo per la mediazione di Maria

Tua e Nostra Madre, la “Tutta Bella”.”

 

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25 marzo 2020 – Solennità Annunciazione del Signore

 

Tu, Maria, giovane donna

sai cosa vuol dire l’incontro che sconvolge la vita;

sai cosa vuol dire essere invasa dentro

dal Fuoco ardente che non brucia e genera;

sai cosa vuol dire il timore e il dubbio

e la coscienza della propria fragilità.

Tu sai che non puoi sottrarti al compito

di essere Madre di un nuovo popolo, libero e pellegrino.

Come Mosè, ti sei avviata lungo una via che non conosci

con una missione che non è tua ma che tu devi realizzare.

Aiutaci a non aver paura del Fuoco,

aiutaci a metterci in cammino,

aiutaci a vivere l’insperato

con la gioia e il coraggio di osare.

Che sia, oggi, l’inizio della nuova umanità.

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24 marzo 2020

 

“Non c’è nessuno che mi aiuti ad immergermi nella piscina”: la malattia più grave è la solitudine.

“Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina”: il paralitico viene guarito non dall’acqua ma dalla Parola, però porterà per sempre il segno del suo male: il lettuccio sta a ricordargli la situazione di sofferenza vissuta. Le ferite vengono rimarginate, ma lasciano per sempre il segno e diventano la memoria della liberazione.

Noi usciremo da questa paralisi che ci attanaglia, ma dovremo per sempre farne memoria per poter vivere dignitosamente la nostra “nuova” vita.

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23 marzo 2020

 

“Poiché si godrà e si gioirà sempre

di quello che sto per creare,

poiché creo Gerusalemme per la gioia,

e il suo popolo per il gaudio.

Io esulterò di Gerusalemme,

godrò del mio popolo.

Non si udranno più in essa

voci di pianto, grida di angoscia.”

Condannati alla speranza perché è essa che ci tiene in vita e, anche nella piana tenebra, ci proietta nella luce.

Buona settimana

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22 marzo 2020 – IV Domenica di Quaresima

Una domenica in cui, immersi in tanto dolore, siamo invitati a gioire! La tenebra ci avvolge, vaghiamo senza senso; eppure cerchiamo la luce. Non è naturale questo nostro stato di cecità, ne vogliamo uscire, ma non ci credono e ci deridono. Dobbiamo, per vocazione, portare la parola di speranza; dobbiamo testimoniare la Luce.

Buona domenica.

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21 marzo 2020

“Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce”. Come è vero e come siamo mutevoli. Come preferiamo sempre un amore “economico” ed evitiamo l’amore “gratuito” perché ci espone.

Il vero nome cristiano di amore è misericordia.

Ancora oggi, non basta commuoverci dinanzi alla tragedia di tanti nostri fratelli e sorelle, è necessario usare le mani, sporcarcele, farci prossimi. E il primo modo per realizzare ciò è che ciascuno/a di noi faccia la sua parte osservando la legge e andando oltre.

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20 marzo 2020

Quale è il primo comandamento? Il primo è: ascolta Israele.

Mettiamo il nostro orecchio sotto la Sua bocca e facciamoci dire cosa dobbiamo fare in questo tempo di morte.

“Ritorna a me con tutto il cuore e la tomba vuota diventa il sacramento della Vita”.

 

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19 marzo 2020 – Solennità di San Giuseppe

Giuseppe: un giovane chiamato a mettere da parte i suoi progetti e ad accogliere una vita che non solo va oltre la legge, ma che esige di andare oltre la logica umana. Egli accetta e, per tutta la vita, rimane nell’ombra e i suoi occhi sono pieni di premura e di cura per coloro che gli sono stati affidati. E vive la gratuità senza voler trattenere niente per sé. Modello per ogni padre, ma soprattutto per coloro che hanno, nella chiesa, il compito di “custodire” e “far crescere” senza mai poter impossessarsi né attendere una ricompensa.

Auguri a tutti/e coloro che portano questo nome.

 

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18 marzo 2020

“Se dici: fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: fammi vedere l’uomo che è in te e io ti mostrerò il mio Dio” (Teofilo di Antiochia). Per poterLo riconoscere e incontrare, non devi alzare gli occhi al cielo, né fuggire su un monte, ma devi abbassarti fino ad incrociare gli occhi dei tanti crocifissi del mondo. Oggi, apparentemente isolati, gli occhi del nostro cuore devono saper piangere il dolore, la sofferenza, la morte di tanti nostri fratelli e sorelle. Non basta emozionarci alle tante notizie dei social; è necessario sentire nella carne il grido e farlo nostro: perché?

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17 marzo 2020

In questo momento, più che chiedere interventi miracolistici, dobbiamo “ri-cordare” a Dio ciò che ha fatto in passato e che non può non essere più il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio del Signore Nostro Gesù Cristo. Gli dobbiamo “ri-cordare” che noi siamo Suo popolo. Il fare memoria ci spingerà a guardare ad un futuro pieno di speranza.

 

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16 marzo 2020

Il volto del sindaco di Bergamo; la tristezza di vite strappate; l’impotenza di fronte ad un nemico subdolo. Eppure la salvezza viene da dove non te l’aspetti: proprio dallo scarto e dall’insignificanza. I fiumi rigogliosi di un paese lussureggiante, eppure Naamàn, lebbroso, deve accettare di bagnarsi in un rigagnolo d’acqua, il Giordano. La liberazione, la guarigione ci aspetta lì dove non pensiamo.

 

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15 marzo 2020 – III Domenica di Quaresima

Chi è stato nel deserto sa cosa è l’acqua e la sua necessità: è la vita. E la donna di Samaria ne ha bisogno. Eppure, alla fine del colloquio con questo Ebreo, ella lascia vicino al pozzo la brocca. L’ha dimenticata? Non ne ha più bisogno? Finalmente porta in sé “quell’acqua”!

Noi siamo nel deserto. Abbiamo bisogno di acqua pura. Lo straniero che ci dona acqua sono quei bambini del Kenya che hanno scritto su tanti cartelloni: forza Italia, ce la farai.

Buona domenica vivendo l’apparente digiuno eucaristico come vera eucaristia: azione di grazie in Cristo al Padre con la nostra vita.

 

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14 marzo 2020

Stiamo scoprendo che il “venerdì e sabato santo” non sono un rito liturgico, ma vita. Stiamo vivendo un tempo di passione-attesa. Lo possiamo vivere solo se portiamo nel cuore la speranza, solo se “sappiamo” che viene la domenica della luce e della verità.

 

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13 marzo 2020

Sapete cosa mi stupisce e mi consola? Vedere cinesi, palestinesi, musulmani solidali con noi; ci incoraggiano, ci invitano ad essere forti e pregano per noi. Può comprendere la sofferenza solo chi l’ha vissuta nella carne e nel cuore.

Come attenderci solidarietà da chi, ricco ed opulento, non si accorge neppure del Lazzaro che sta buttato alla porta? Da chi è abituato a gestire il capitale e usa gli uomini per i propri fini? Da chi non conosce quel Volto sfigurato che fa ribrezzo?

 

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Benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo nella Casa Circondariale di Locri

Domenica delle Palme

S.E. monsignor Francesco Oliva benedirà gli ulivi nella Casa Circondariale di Locri

 

Nella Domenica delle Palme S.E. monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, inizierà le celebrazioni presso la Casa Circondariale di Locri. In pieno rispetto delle normative decretate dal Governo, il Vescovo benedirà gli ulivi e trasmetterà un messaggio ai detenuti, i quali non potranno assistere al rito, ma potranno successivamente ritirare nella Cappella i ramoscelli benedetti.

Con il vescovo ci sarà il Cappellano, don Francesco Rutigliano, che si è impegnato assieme a tutto il personale che opera nel carcere locrese

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, a partire dalla Direttrice Patrizia Delfino e dalla comandante del reparto di Polizia penitenziaria, commissario capo Giuseppina Crea, affinché potesse svolgersi questa celebrazione.

Per esaudire una richiesta che gli è stata fatta dagli stessi detenuti, S.E. monsignor Oliva porterà loro in dono un organetto e un tamburello. Questi strumenti molto diffusi in Calabria per accompagnare il ballo della tarantella, saranno utilizzati quando sarà possibile organizzare all’interno della Casa Circondariale dei corsi musicali. Il dono della musica potrà certamente favorire la collaborazione, creare sana aggregazione e armonia di relazioni umane.

S.E. monsignor Oliva, sarà nuovamente presso la Casa Circondariale nella giornata del Mercoledì Santo, in quella occasione -con le dovute precauzioni e limitazioni previste dalle ordinanze ministeriali- farà un giro tra i reparti e rivolgerà un augurio personale ad ogni detenuto che incontrerà nelle celle per riaffermare che la speranza della Pasqua è gloria del Risorto! Ogni confine di morte, di paura, di solitudine è riscattato dalla vittoria della vita, liberata da ogni tipo di sconfitta e di morte.

 

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Insieme verso la Pasqua Proposte della Cei per vivere la Settimana Santa

Insieme verso la Pasqua
Proposte per vivere la Settimana Santa

Con la Settimana Santa entriamo nel cuore del mistero cristiano, che svela il senso della vita, della sofferenza e della stessa morte.
Vi entriamo sui passi di Gesù, avvolti da un amore donato fino in fondo.
Vi entriamo consapevoli che, dalla sua morte e risurrezione, fioriscono per tutti – anche in un tempo difficile come il nostro – la salvezza, la speranza e la pace.
Le misure restrittive, poste a tutela della salute pubblica, impediscono il concorso del popolo, come spiegato negli Orientamenti; ma questa situazione, per quanto pesante, non può farci rinunciare a vivere la Pasqua.
Una prima modalità è data dalla possibilità di unirsi spiritualmente – anche grazie ai media – alle celebrazioni, presiedute dal Papa, dal Vescovo o dagli stessi parroci.
Tv2000 e il circuito radiofonico inBlu accompagneranno in diretta l’intero calendario del Papa: Domenica delle Palme (alle 11: Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa), Giovedì Santo (alle 18: Santa Messa nella Cena del Signore), Venerdì Santo (ore 18: Celebrazione della Passione del Signore; ore 21: Via Crucis), Veglia di Pasqua (alle 21) e Domenica di Pasqua (alle 11: S. Messa e Benedizione “Urbi et Orbi”).
Una seconda modalità è quella di valorizzare per la preghiera in famiglia e personale i sussidi e le schede che tante Diocesi hanno messo a punto, molte dei quali sono disponibili sul sito https://chiciseparera.chiesacattolica.it/category/sussidi/
In particolare, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Liturgico Nazionale, il sito accompagna i giorni della Settimana Santa con un sussidio di celebrazioni, che valorizza la Parola di Dio e i segni della liturgia, per fare “della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione”.
Significativa è anche la proposta curata dall’Ufficio Catechistico Nazionale insieme all’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia: un aiuto a riscoprire la Pasqua con lo sguardo della Chiesa domestica, Cenacolo in cui riconoscere e accogliere Gesù.
Si articola in tre sussidi: strumenti agili per consentire a quanti sono forzatamente a casa di vivere il Triduo pasquale meditando sulla Parola di Dio, approfondendo alcuni temi della vita cristiana (servizio, comunione, dono, attesa, gioia), nobilitando i tempi della giornata, realizzando gesti concreti di risurrezione e riscoprendo la bellezza di una narrazione tra generazioni. Il primo è destinato alle famiglie in generale, mentre il secondo e il terzo rivolgono attenzione rispettivamente ai bambini e agli adolescenti. Le tappe del percorso saranno accompagnate da alcuni video, disponibili sul sito e sui canali social della CEI.
Anche le altre nostre testate – Avvenire (gratuito nella versione digitale) e Agenzia Sir – sono impegnate ad offrirci aggiornamenti e approfondimenti per vivere la Settimana Santa.
L’ambiente digitale promosso dalla Segreteria Generale – per raccogliere e rilanciare le buone prassi messe in atto dalle nostre Diocesi, offrire contributi di riflessione, condividere notizie e materiale pastorale – rimane un punto di riferimento per riscoprire un senso di appartenenza ecclesiale più profondo.
È l’augurio e l’impegno con cui vivere questi giorni santi, in comunione soprattutto con quanti più sono esposti alla malattia, alla sofferenza, al lutto.

La Segreteria Generale
Roma, 3 aprile 2020

 

Orientamenti
La Presidenza della Cei ha fornito gli Orientamenti per la Settimana Santa a seguito del Decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti che dà disposizioni specifiche per i Paesi colpiti dall’emergenza sanitaria e indica i criteri con cui celebrare la Pasqua.
 https://chiciseparera.chiesacattolica.it/in-tempo-di-covid-19-orientamenti-per-la-settimana-santa/
Sussidi
In questo periodo di pandemia in cui non sono permesse celebrazioni con concorso di popolo, la Chiesa invita a fare “della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione”. Per questo, l’Ufficio Liturgico Nazionale propone uno schema di celebrazione domestica  https://chiciseparera.chiesacattolica.it/il-sussidio-per-vivere-in-famiglia-la-settimana-santa-e-il-triduo-pasquale/
L’Ufficio Catechistico Nazionale e l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia hanno elaborato La “Chiesa domestica” celebra la Pasqua, tre sussidi accompagnati da video che hanno come protagonisti alcuni volti noti.
 https://chiciseparera.chiesacattolica.it/category/sussidi/
Proposte delle Diocesi
Numerosi i contributi, i sussidi e le schede– per famiglie, bambini e giovani – che parrocchie e diocesi hanno voluto condividere sul sito chiciseparera.chiesacattolica.it nella sezione “Sussidi”.
 https://chiciseparera.chiesacattolica.it/category/sussidi/

Calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre
Le celebrazioni presiedute da Papa Francesco all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro.
Tutte le celebrazioni saranno trasmesse in diretta su TV2000 (canale 28 e 157 Sky) e in streaming su:
 https://chiciseparera.chiesacattolica.it/
 www.chiesacattolica.it
 https://www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana/
5 aprile – Domenica delle Palme
ore 11: Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa
9 aprile – Giovedì Santo
ore 18: Santa Messa nella Cena del Signore
10 aprile – Venerdì Santo
ore 18: Celebrazione della Passione del Signore
ore 21: Via Crucis (Sagrato della Basilica di San Pietro).

Su suggerimento del Decreto della Congregazione per il culto divino, l’Ufficio Liturgico Nazionale ha elaborato una speciale intenzione da inserire nella Preghiera universale del Venerdì Santo.
X. Per i tribolati
Preghiamo, fratelli carissimi,
Dio Padre onnipotente,
perché liberi il mondo dalle sofferenze del tempo presente:
doni la pace, estingua l’odio e la violenza,
conceda salute agli ammalati,
forza e sostegno agli operatori sanitari,
speranza e conforto alle famiglie,
salvezza eterna a coloro che sono morti.

Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:
Dio onnipotente ed eterno,
conforto di chi è nel dolore,
sostegno dei tribolati,
ascolta il grido dell’umanità sofferente:
salvaci dalle angustie presenti
e donaci di sentirci uniti a Cristo,
medico dei corpi e delle anime,
per sperimentare la consolazione promessa agli afflitti.
Per Cristo nostro Signore
11 aprile – Notte di Pasqua
ore 21: Veglia pasquale nella notte santa
12 aprile – Domenica di Pasqua
ore 11: Santa Messa del giorno e Benedizione “Urbi et Orbi”.

©2020 Pandocheion – Casa che accoglie. Diocesi di Locri-Gerace. Tutti i diritti sono riservati.

ORIENTAMENTI PER LA SETTIMANA SANTA

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I. Considerazioni generali

 

  1. Perdurando le misure restrittive in atto, che riguardano gli assembramenti e i movimenti delle persone, ci apprestiamo a celebrare la Settimana Santa in una modalità tutta particolare. La S. Sede e la CEI hanno disposto che, non potendo spostare la data della Pasqua, i Vescovi e i Presbiteri celebrino comunque i riti che la precedono in luoghi idonei, senza concorso di popolo.

 

  1. Pertanto le solenni celebrazioni Liturgiche previste dal Messale Romano per la Domenica delle Palme e il Triduo Pasquale dovranno svolgersi nelle chiese, a porte chiuse, con esclusiva partecipazione, ove possibile, del diacono, di un lettore, di un accolito, dell’organista e dell’eventuale operatore per le riprese televisive, rispettando tutte le misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica di almeno un metro tra i partecipanti.

 

  1. Tutti i fedeli sono invitati a seguire da casa le celebrazioni del vescovo o della propria comunità, che verranno trasmesse attraverso la televisione o gli altri mezzi di comunicazione. A tutti si raccomanda di avere maggior cura, in questi giorni, dei momenti di preghiera personale e familiare, predisponendoli per tempo. A questo scopo saranno predisposti sussidi specifici a cura dell’Ufficio liturgico diocesano.

 

  1. Sono consentiti l’apertura e l’accesso dei fedeli ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori di almeno un metro.

 

  1. L’orario delle celebrazioni della Settimana Santa è predisposto in modo che la loro eventuale e auspicabile diffusione attraverso i mezzi di comunicazione sociale non si sovrapponga alle celebrazioni presiedute dal Santo Padre (Cfr. Allegato 1).

 

  1. I fedeli sono invitati a unirsi alla preghiera nelle proprie abitazioni, anche grazie alla trasmissione in diretta dei vari momenti celebrativi e alla valorizzazione di sussidi curati per la preghiera familiare e personale. I media della CEI – a partire da Tv2000 e dal Circuito radiofonico InBlu – copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre; il sito https://chiciseparera.chiesacattolica.it/, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Liturgico Nazionale e ai contributi condivisi dal territorio, rimane un possibile riferimento anche per la sussidiazione.

 

  1. Le celebrazioni del vescovo saranno trasmesse attraverso l’emittente Telemia e altri social network. S’invitano i sacerdoti a svolgere le celebrazioni parrocchiali nello stesso orario di quelle presiedute dal vescovo, in modo da viverle nello spirito dell’unità e della comunione ecclesiale. Il sacerdote che ha la cura pastorale di più parrocchie celebrerà un unico Triduo in una chiesa parrocchiale.

 

II.

Settimana Santa

 5 aprile 2020 – Domenica delle Palme

Nelle cattedrali e nelle parrocchie, verranno benedetti solo i rami di ulivo dei presenti; non vi sarà quindi alcuna forma di distribuzione dei rami benedetti. In Cattedrale si segue la seconda forma prevista dal Messale Romano, con una processione all’interno della chiesa con ramo d’ulivo o di palma. Nelle parrocchie, invece, l’ingresso del Signore in Gerusalemme viene commemorato in forma semplice (terza forma del Messale Romano).

– Ore 9.30 Celebrazione delle Palme e della Passione del Signore

Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa.

Nelle chiese parrocchiali la celebrazione si compia commemorando l’ingresso del Signore in Gerusalemme in forma semplice (terza forma del Messale Romano), cioè con il canto di ingresso previsto dal Messale in forma responsoriale e con la dovuta solennità. Non è quindi prevista la benedizione dei rami di ulivo.

La S. Messa Crismale

La Messa crismale è assemblea del Popolo sacerdotale e deve poter prevedere almeno la presenza di una rappresentanza di tutte le categorie di fedeli. Date le attuali limitazioni viene trasferita ad una data successiva alla Pasqua. Si ricorda che, in caso di necessità, ogni presbitero può benedire l’olio per l’Unzione degli infermi come previsto dal rituale per il Sacramento dell’unzione e la cura pastorale degli infermi (Introduzione, n. 21 e 77bis).

9 aprile 2020 – Giovedì Santo – In Coena Domini

Ore 16.00: Santa Messa nella Cena del Signore. Nella celebrazione della Messa “in Coena Domini”, verrà omessa la lavanda dei piedi; al termine della Messa non ci sarà la reposizione solenne dell’Eucaristia e conseguentemente neanche la sua collocazione in una cappella ornata per l’adorazione. Non vengono allestiti altari per la reposizione, né si incoraggiano le visite consuete e le veglie di adorazione. In questo giorno, in via straordinaria, è concessa ai singoli presbiteri la facoltà di celebrare la S. Messa nella Cena del Signore in luogo adatto, senza concorso di popolo.

In alternativa si celebri il Vespro, come stabilito nella Liturgia delle ore.

10 aprile 2020 – Venerdì Santo

È giorno di digiuno e di astinenza dalla carne.

– Alle ore 9.00 il vescovo guida, dalla Cattedrale, la celebrazione dell’Ufficio delle letture e delle Lodi.

– Ore 16.30: Celebrazione della Passione del Signore (Cattedrale di Locri)

Nelle altre chiese si celebra la Passione all’orario stabilito, nella forma prevista e con le limitazioni del momento. Nella solenne preghiera universale si introduca (prima dell’ultima) una speciale intenzione (nella formulazione dell’Allegato 2) per la situazione attuale di epidemia. Riprendendo l’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12) il Decreto chiede che il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”.

Nel rito di Adorazione della Croce si ometta il bacio, manifestando la venerazione con altro gesto opportuno ovvero con la genuflessione o un profondo inchino. Chi non partecipa alla celebrazione della Passione, celebri il Vespro, come stabilito nelle Liturgia delle ore. Non potranno svolgersi le tradizionali Via Crucis e altre manifestazioni di venerazione della Croce.

11 aprile 2020 – Sabato Santo

– Alle ore 9.00 il vescovo guida, dalla Cattedrale, la celebrazione dell’Ufficio delle letture e delle Lodi.

– Ore 20.00 – Solenne Veglia pasquale – In Resurrectione Domini

Si celebrerà nelle chiese cattedrali e parrocchiali, o nelle chiese conventuali con il permesso del vescovo; nella Veglia si ometterà l’accensione del fuoco e non verranno celebrati i sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Nelle parrocchie tutto si svolge all’orario stabilito, con le limitazioni del momento. La liturgia battesimale si compie nella forma più semplice, senza la benedizione del fonte e senza celebrazione di Battesimi.

Chi non partecipa alla Veglia Pasquale, celebri l’Ufficio delle Letture come stabilito nella Liturgia delle ore.

 12 aprile 2020, Domenica di PasquaIn Resurrectione Domini

– Ore 9.30: Santa Messa del giorno.

– Alle ore 12.00, le Campane di tutte le chiese suonino a distesa, a festa, come segno di annuncio della vittoria di Cristo sulla morte, di speranza per uomini e donne in questo tempo di sofferenza.

III.

Altre indicazioni

 

  1. I fedeli che vorranno accostarsi alla Comunione in tutto il tempo pasquale, cioè da Pasqua e Pentecoste, fintanto che rimarranno in vigore le restrizioni concernenti le celebrazioni con il popolo, potranno farlo solo in modo privato oppure solo spiritualmente in attesa di poterla ricevere sacramentalmente. I sacerdoti si rendano disponibili facendo attenzione al rispetto delle normative sanitarie in vigore e a evitare che si formino raggruppamenti.

 

  1. La stessa disponibilità si assicuri per le confessioni individuali, sempre evitando che l’accesso da individuale e controllato possa trasformarsi in afflusso di gente ed evento comunitario.

 

  1. Assoluzione dei peccati in situazioni particolari

Sarà più difficile per molti quest’anno accostarsi come di consueto al sacramento della Confessione prima di Pasqua. Tuttavia nella misura del possibile, con gli accorgimenti prescritti (spazio aperto, distanza di almeno un metro, ricorso alla mascherina) sarà cosa buona e lodevole, per chi può, accostarsi alla confessione sacramentale.

Qualora non sia possibile ricorrere all’assoluzione sacramentale, soprattutto per i malati, si ricorda a tutti la dottrina generale per la quale, nell’impossibilità di accostarsi al confessore, anche il solo proposito e desiderio di ricevere appena possibile l’assoluzione sacramentale, accompagnato da una preghiera di pentimento (il Confesso a Dio onnipotente, l’Atto di dolore, l’invocazione Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di me) ottiene il perdono dei peccati commessi, anche gravi, e la riconciliazione con Dio (cfr. Concilio di Trento, Sess. XIV, Doctrina de Sacramento Paenitentiae, 4 [DH 1677]; Congregazione per la Dottrina delle Fede, Nota del 25 novembre 1989; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452).

  1. Prime Comunioni e Cresime nel tempo Pasquale

             Su indicazione dell’Ufficio Catechistico Nazionale, si invitano le parrocchie a considerare e programmare il trasferimento di queste celebrazioni dopo la pausa estiva, considerando l’interruzione della vita parrocchiale in questi mesi e il poco tempo che ci sarebbe dopo la ripresa, per una adeguata preparazione.

  1. Il congedo dai fedeli che muoiono in tempo di restrizioni

             Una delle sofferenze più grandi in questo periodo, per quanti hanno dovuto affrontare la morte, è l’assenza del conforto della vicinanza dei propri cari; senza dimenticare le famiglie che non hanno potuto neppure celebrare per i propri defunti i riti esequiali: a tempo opportuno verranno celebrate le Messe di suffragio e ricordati tutti i morti di questo periodo. È opportuno mettere a disposizione delle famiglie e dei parenti le preghiere che, in assenza del ministro, sono previste per accompagnare il momento della morte e della sepoltura. Sono tra le preghiere più belle e vibranti della nostra liturgia, che aprono il cuore ad una grande speranza, oltre la morte: dovrebbero diventare più familiari per il grande orizzonte che indicano.

  1. L’assistenza agli ammalati in isolamento

             Gli ammalati in isolamento possono avere contatto solo con il personale sanitario. Qualora se ne ravvisi l’opportunità, il cappellano degli ospedali può dare a qualcuno del personale sanitario giudicato idoneo, la facoltà di portare la SS.ma Eucaristia agli ammalati che la chiedano.

  1. Espressioni della pietà popolare e le processioni

Quest’anno, in conseguenza delle restrizioni ministeriali, tutte le espressioni della pietà popolare e le processioni legate alla Settimana Santa, si omettono.

IV.

Avvertenze igieniche per i ministri nell’amministrazione dei Sacramenti

Qualora ci sia necessità di amministrare il Battesimo, per imminente pericolo di vita, questo avvenga nella forma abbreviata prevista dal Rito, senza toccare il corpo del battezzando, con guanti monouso per le unzioni.

Il Viatico sia portato dal ministro ordinato, senza toccare le labbra del malato, né i familiari, usando mascherina e guanti monouso.

Analogamente per l’Unzione degli Infermi il presbitero non tocchi il malato, usi mascherina e guanti monouso.

Nelle sacrestie si curi con particolare attenzione l’igiene ambientale e la conservazione delle ostie e del vino destinati alla consacrazione.

Si provveda a dotarsi di un dispensatore di soluzione igienizzante e di asciugamani di carta monouso.

La biancheria dell’altare si cambi frequentemente.

Si abbia molta cura nel toccare i vasi sacri con le mani sempre pulite.

Una particolare attenzione si abbia all’altare, durante la liturgia eucaristica: il corporale con le specie eucaristiche venga collocato a distanza da chi presiede, e il più possibile le specie stiano coperte. Il pane su cui viene pronunciata la formula di consacrazione venga consumato interamente dal presidente e non diviso con altri. Nel caso che, oltre al presidente, altri debbano comunicarsi al calice, si usino calici distinti per chi presiede e gli altri.

Molta cura si abbia anche nella purificazione. Il calice lo purifichi lo stesso ministro che vi ha bevuto. Qualora vi sia sospetto di possibile contaminazione l’acqua della purificazione delle dita e dei vasi sacri può essere versata nel sacrario.

Anche attraverso queste attenzioni, desideriamo manifestare la premura verso il popolo di Dio che ci è affidato e celebrare nel modo migliore possibile i giorni santi della Pasqua.

allegato 1

ORARI DEI RITI DELLA SETTIMANA SANTA PRESIEDUTI DAL PAPA

Il Santo Padre celebrerà i Riti della Settimana Santa all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, secondo il seguente calendario e senza concorso di popolo:

5 aprile 2020, ore 11

Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa

9 aprile 2020, ore 18

Giovedì Santo

Santa Messa nella Cena del Signore

10 aprile 2020

Venerdì Santo

ore 18: Celebrazione della Passione del Signore

ore 21: Via Crucis (sul Sagrato della Basilica di San Pietro)

11 aprile 2020, ore 21

Sabato Santo

Veglia pasquale nella notte santa

12 aprile 2020, ore 11

Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore

Santa Messa del giorno

Al termine della Santa Messa il Santo Padre impartirà la Benedizione «Urbi et Orbi».

allegato 2

SPECIALE INTENZIONE PER LA PRGHIERA UNIVERSALE DEL VENERDÌ SANTO

  1. Per i tribolati

 

Preghiamo, fratelli carissimi,

Dio Padre onnipotente,

perché liberi il mondo dalle sofferenze del tempo presente:

allontani la pandemia, scacci la fame,

doni la pace, estingua l’odio e la violenza,

conceda salute agli ammalati,

forza e sostegno agli operatori sanitari,

speranza e conforto alle famiglie,

salvezza eterna a coloro che sono morti.

 

Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno,

conforto di chi è nel dolore,

sostegno dei tribolati,

ascolta il grido dell’umanità sofferente:

salvaci dalle angustie presenti

e donaci di sentirci uniti a Cristo,

medico dei corpi e delle anime,

per sperimentare la consolazione promessa agli afflitti.

Per Cristo nostro Signore.

 

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