A Polsi con Maria, madre della nostra liberazione Festa del Corpus Domini e inaugurazione del presidio dell'Arma dei Carabinieri al Santuario di Polsi

 

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Omelia del Vescovo, monsignor Francesco Oliva

 

La Parola di Dio oggi richiama il tema dell’Alleanza. Il Signore sceglie luoghi come questo per fare alleanza con l’uomo. Sul monte Sinai al tempo di Mose, Dio fece alleanza con il popolo Israele, al quale consegnò la sua legge. Un dono di Dio che fece d’Israele il suo popolo. Questi assunse un serio impegno: “Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto”.

In Cristo avviene una nuova alleanza sul monte Calvario. E’ una Alleanza sancita con il suo sangue sulla croce. Nell’ultima cena Gesù richiama proprio questa all’alleanza e si offre quale vittima di espirazione. “Prendete e mangiate…” Gesù si spezza per noi, spezza il pane, dona la sua vita.

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Qui a Polsi è stata ritrovata la croce che è il simbolo della nuova Alleanza in Cristo. Qui veniamo attratti da quella Croce. Qui oggi possiamo vedere quello che Dio ha compiuto per noi attraverso il suo progetto di amore realizzato in Gesù. L’Eucaristia ci manifesta il mistero d’amore di un Dio che si fa nostro cibo e bevanda. Qui a polsi la nostra chiesa vive e soffre il mistero d’amore insito in questa croce e lo celebra con gratitudine. Nella Croce di Polsi sono raccolte le tante sofferenze della nostra terra, un mare di sofferenza e di dolore. Qui si può fare memoria di tante storie belle, di perdono, di incontro con Dio vissuti in questa nostra terra. Una terra, bagnata dal sangue della criminalità mafiosa, che ha causato tante ferite, che ci addolorano. Ogni violenza verso i suoi figli è una ferita nella carne di Cristo. Ma Cristo vuole redimerci da questa storia e da tante ferite mortali. Sulla croce Gesù ci offre il suo perdono. Lo offre anche a chi gli ha voltato le spalle, disinteressandoci di Lui, a chi è rimasto distratto di fronte alle sofferenze dei fratelli, a chi non lo ha saputo riconoscere nel loro volto, a chi si professa cristiano a parole. Rialziamoci e lasciamoci purificare.

Su quella croce Gesù ha portato il male dell’umanità, su quella croce è salito dopo avere invitato i suoi discepoli nell’orto del Getsemani a “stare attenti”, a “vegliare e pregare” (Mc 13, 33). Vegliare e pregare per condividere la sua fedeltà e obbedienza alla volontà del Padre. Con la vigilanza e la preghiera è possibile contrastare le forze del male incarnate nella violenza mafiosa, che hanno deturpato il volto della Madre del Buon Pastore anche con un uso distorto della sua simbologia religiosa. A nessuno è lecito appropriarsi dell’immagine sacra della Madonna, lasciandosi guidare da propositi di morte e da arroganza mafiosa. Non accada mai che l’immagine sacra di Maria e questo santuario siano associata a propositi di male.

La nostra comunità diocesana ha tanto sofferto si sente profondamente mortificata quando tra i devoti fedeli s’intrufola gente senza scrupoli con propositi di morte. Al Gesù, che nel Getsemani ha provato l’angoscia della solitudine e della lontananza del Padre, la nostra Chiesa rinnova la sua fedeltà. A noi tutti Gesù chiede fedeltà non rassegnazione, impegno concreto di fronte all’ingiustizia ed alla corruzione, un sincero rinnegamento di ogni forma di compromesso, di omertà e di complicità con il male. Da noi suoi figli devoti si aspetta una vera testimonianza di vita evangelica. Non una religiosità formale e sterile.

Svegliaci, Signore! Ritorniamo a percorrere sentieri di riconciliazione e di pace.

Come comunità credente, siamo chiamati ad avere gli occhi aperti: sveglia, Signore, la nostra terra, la nostra Chiesa. Chiediamo a Maria di purificare la nostra terra da ogni forma di violenza. Possiamo rialzarci!

A Polsi con Maria, madre della nostra liberazione, siamo chiamati a rinascere, ad abbandonare la via del male ed a guardare le cose con lo sguardo di Dio. La compagnia di Maria ci aiuta ad assumere le responsabilità della vita, a portare la nostra Croce.

Che senso ha per noi celebrare qui oggi la solennità del Corpus Domini? Che senso ha ritrovarci insieme ad adorare e contemplare quei “segni” della vita quotidiana, il pane e il vino, cambiati nel Corpo e Sangue di Cristo? Gesù stesso ha detto che, attraverso il pane e il vino offerti ai discepoli quella sera, – e anche a noi, ogni volta che celebriamo l’Eucaristia – passa la Nuova Alleanza; si compie, cioè, in pienezza la comunione tra Dio e noi. Chi accetta di entrare seriamente e con passione in questa Nuova Alleanza contribuisce ad edificare la storia secondo il progetto di Dio. Nutrirci del corpo e sangue di Cristo significa essere assimilati a Lui, ricevere in noi la Sua vita, rispecchiare il Suo amore per l’umanità! Noi veniamo invitati ad adorare e contemplare la presenza di Gesù “pane spezzato e donato”, “sangue versato per la nostra salvezza”! Un Gesù che condanna ogni atteggiamento egoistico, la cultura del dare solo perché si è ricevuto o per averne un contraccambio. L’Eucaristia è il Sacramento del “cuore aperto”, è educazione al dono gratuito e pieno di sé.

Perciò, nel celebrare la solennità del Corpus Domini, mentre rendiamo grazie ed adoriamo il Signore, chiediamo anche perdono per le tante Eucaristie celebrate male o per esserci accostati ad esse con un animo non pentito. Rinnoviamo l’impegno ad essere “pane spezzato” e “sangue versato” per i fratelli.

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